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Mandela, Nelson Rohihlahla

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Elezione di Nelson MandelaElezione di Nelson Mandela
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1

Introduzione

Mandela, Nelson Rohihlahla (Qunu, Umtata 1918), politico sudafricano e presidente del Sudafrica (1994-1999), primo nero a ricoprire questa carica nel paese. Incarcerato per più di venticinque anni per motivi politici, è divenuto il simbolo della lotta contro l'apartheid.

2

La lotta antirazzista

Figlio di un capo della tribù thembu, prese a interessarsi di politica quando ancora era studente; insieme a Oliver Tambo, da allora suo fedele compagno di lotta, partecipò nel 1940 ad alcuni scioperi studenteschi che gli costarono l'espulsione dal college. Nel 1944 con Tambo e Anton Lembede fu tra i membri fondatori della lega giovanile dell'African National Congress (ANC), diventandone il segretario nazionale nel 1948 e due anni dopo il presidente. Inizialmente contrario alla cooperazione con altri gruppi etnici, Mandela cambiò opinione nel 1952 nel corso della campagna di disobbedienza, durante la quale auspicò l'azione congiunta di tutti i gruppi razziali nella lotta contro la segregazione razziale. Nel dicembre 1952 venne arrestato e condannato a nove mesi, ma la pena fu sospesa; gli venne però proibito di partecipare a qualsiasi riunione o di lasciare il distretto di Johannesburg per un periodo di nove anni. Nel dicembre 1956 fu accusato di tradimento con altre 156 persone: il processo durò fino al 1961, ma nessuno venne condannato. Nel 1958 sposò Nkosikazi Nomzamo Madikizela, più nota come Winnie Mandela.

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La condanna all'ergastolo

In seguito al massacro di Sharpeville (1960) in cui 67 cittadini di colore furono uccisi dalle forze dell'ordine sudafricane nel corso di una manifestazione contro l'apartheid, l'ANC e il Pan-African Congress (PAC), partito sorto dalla scissione di una sua minoranza, furono messi fuori legge. Nel 1962 Mandela lasciò il Sudafrica per partecipare alla prima conferenza panafricana di Addis Abeba, quindi passò in Algeria, dove fu addestrato nelle tecniche di guerriglia, e infine si recò a Londra, dove incontrò gli altri leader della resistenza politica sudafricana. Tornato in Sudafrica fu arrestato per aver lasciato illegalmente il paese e condannato a cinque anni di reclusione. Con lui furono incarcerati molti altri attivisti antiapartheid. Al processo (1963-64) Mandela assunse personalmente la propria difesa e quella dei suoi compagni. Condannato all'ergastolo, trascorse diciotto anni nel penitenziario di Robben Island, quindi venne trasferito nel carcere di Pollsmoor, a Città del Capo.

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La liberazione e la nomina alla presidenza della repubblica

La campagna di protesta contro le autorità sudafricane per la sua liberazione assunse una dimensione mondiale. Nel 1985 Mandela rifiutò la libertà condizionata offerta dal presidente Botha, e chiese che il governo rivedesse la propria posizione sulla questione dell'apartheid. Il presidente De Klerk liberò Mandela nel febbraio 1990 dopo aver nuovamente riconosciuto la legalità dell'African National Congress e degli altri partiti politici soppressi. Mandela assunse la direzione del partito e avviò le trattative con il governo; il dialogo fra le parti fu difficile e spesso aspro, ma finalmente, nel 1991, il governo revocò l'ultima legge che regolava l'apartheid.

Per l'impegno dimostrato nel processo di democratizzazione del paese e di pacifica convivenza multirazziale, Mandela e De Klerk, nel 1993, ricevettero il premio Nobel per la pace. Nel maggio 1994, con le prime elezioni libere del paese, in cui ebbe diritto di voto anche la popolazione nera, Mandela divenne il primo presidente nero del paese; due anni dopo, nel maggio 1996, varò la nuova costituzione del Sudafrica. Non ricandidatosi per un nuovo mandato, dopo le elezioni del giugno 1999 che hanno visto trionfare l’African National Congress, “Madiba” (il Vecchio) come viene affettuosamente chiamato dal suo popolo ha lasciato le cariche di presidente del partito e del Sudafrica al suo vicepresidente, Thabo Mbeki.

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