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Risultati di Windows Live® Search Università degli Studi di Roma “La Sapienza”Articolo
Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Istituto per l’istruzione superiore con sede a Roma. È una delle più antiche università d’Europa. L’ateneo venne fondato come Studio generale nel 1303 da Bonifacio VIII, senza la facoltà di concedere i gradi accademici (baccelierato, licenza, laurea), che venne concessa nel 1318 da Giovanni XXII. Si affiancò alle già esistenti Scuole palatine, che rilasciavano i gradi, istituite nel Palazzo pontificio all’inizio del XIII secolo da Onorio III (papa dal 1216 al 1227) come scuole di teologia e divenute in seguito, sotto il pontificato di Innocenzo IV, anche scuole di diritto e successivamente, sotto il pontificato di Clemente V, di lingue orientali. Nei primi due secoli di vita lo Studio non fu in grado di svolgere un’intensa opera di elaborazione e di divulgazione culturale, per la crisi che caratterizzò il papato del tempo a causa dello scisma d'Occidente. Soltanto con il ritorno dei papi a Roma, in seguito alla fine dello scisma, l’ateneo iniziò a progredire, presentandosi come la roccaforte dell’aristotelismo, che ebbe tra i suoi esponenti Teodoro Gaza (1400 ca. - 1478). Contribuì al diffondersi dell’umanesimo attraverso gli insegnamenti di Pomponio Leto (1428-1497), che era in contatto con Lorenzo Valla e che, docente a Roma nel 1465-1466, fondò l’Accademia romana o pomponiana, sorta intorno al 1464 con interessi per l’antichità classica e sospettata di diffondere il paganesimo. Il periodo di maggiore splendore dello Studio fu l’età di Leone X, protettore di letterati quali Baldassarre Castiglione e Gian Giorgio Trissino. L’ateneo, trasferito allora nel Palazzo della Sapienza, fu riorganizzato con le costituzioni del 1513, che rinnovarono metodi e contenuti didattici, e vide una profonda riqualificazione del corpo docente: fu chiamato a insegnare, tra gli altri, il filosofo Agostino Nifo (1473-1538 o 1545), incaricato da Leone X di confutare le tesi di Pietro Pomponazzi riguardo alla mortalità dell’anima. Chiuso in seguito al sacco di Roma, l’ateneo venne riaperto da Paolo III ed ebbe tra i docenti illustri del tempo il medico e naturalista Andrea Bacci (1524-1603) e il filosofo Francesco Patrizi (1529-1597), vicino al neoplatonismo. Nel Seicento l’università visse un periodo di decadenza, per la scarsa qualificazione del corpo docente e per la progressiva diminuzione degli studenti, che finirono col radunarsi in scuole private. Centri di rinnovamento intellettuale erano all’epoca le accademie, in particolare l’Accademia dei Lincei, sorta per iniziativa del naturalista Federico Cesi (1585-1630) e attiva fin dai primi decenni del XVII secolo, a cui aderì, tra gli altri, Galileo Galilei. A fine Seicento, quando tra gli insegnanti figurava il noto giurista e storico Gian Vincenzo Gravina (1664-1718), un piano di riforma tentò di porre rimedio alla crisi dello Studio, proibendo ai docenti l’insegnamento al di fuori delle aule universitarie e riorganizzando l’ateneo in tre facoltà (diritto, medicina e arti), con un potenziamento delle discipline scientifiche. Il rinnovamento culturale continuava però a trovare canali privilegiati nelle accademie scientifiche e letterarie. Questa vivace atmosfera sul piano dei dibattiti intellettuali finì per coinvolgere l’ateneo, traducendosi, negli anni del pontificato di Benedetto XIV, sensibile alla nuova cultura scientifica che si stava sviluppando attorno al gruppo dei cattolici illuminati romani, in un nuovo piano di riforma. Tale piano, tuttavia, sfociò soltanto in alcune modifiche sul piano organizzativo, mentre i contenuti e i metodi dell’insegnamento rimasero immutati. La situazione andò peggiorando negli anni seguenti: mentre quasi tutte le università italiane furono sottoposte a importanti riforme, l’ateneo romano conservò una notevole arretratezza sul piano culturale. Dopo il periodo napoleonico e la Restaurazione, lo Studio conobbe un certo rinnovamento, quando, con l’annessione di Roma all’Italia (1870), cessò di essere sotto l’autorità papale per diventare un’università di stato, riorganizzata in seguito alla riforma di Giovanni Gentile del 1923. Finanziata dallo stato, l’Università La Sapienza comprende oggi le facoltà di architettura, economia e commercio, farmacia, giurisprudenza, ingegneria, lettere e filosofia, medicina e chirurgia, psicologia, scienze matematiche, fisiche e naturali, scienze politiche, scienze statistiche, demografiche e attuariali. Tra i corsi di specializzazione si segnalano quelli in discipline bancarie e in diritto ed economia delle comunità europee. Esistono inoltre una Scuola di ingegneria aerospaziale e una Scuola superiore di scienze archivistiche, bibliotecarie e documentarie. Oltre alla Sapienza, a Roma si trovano l’Università degli studi Tor Vergata, comprendente le facoltà di economia e commercio, giurisprudenza, ingegneria, lettere e filosofia, medicina e chirurgia, scienze matematiche, fisiche e naturali, e la Terza università degli studi, suddivisa nelle facoltà di architettura, economia e commercio, ingegneria, lettere e filosofia, scienze matematiche, fisiche e naturali. Tra le biblioteche universitarie si segnala, per la ricchezza di volumi, manoscritti e incunaboli, l’Alessandrina, fondata nel 1661 da papa Alessandro VII e collocata nella Città universitaria.
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