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Schiavitù

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Avviso per un’asta di schiavi, 1829Avviso per un’asta di schiavi, 1829
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Introduzione

Schiavitù Condizione di chi è schiavo, di una persona cioè completamente e involontariamente assoggettata a un’altra. Caratteristiche costitutive della schiavitù sono: la coercizione a svolgere un compito o a prestare un servizio; la riduzione di un essere umano a proprietà esclusiva di un altro essere umano, cioè del suo padrone; l’assoggettamento completo di un individuo alla volontà di colui che lo possiede.

Il sistema sociale o l’ordinamento politico fondato sull’istituto sociale della schiavitù è detto schiavismo.

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La schiavitù presso gli antichi

Se la schiavitù esisteva già durante la preistoria, la sua istituzionalizzazione risale probabilmente all’epoca in cui lo sviluppo dell’agricoltura consentì una forma di organizzazione sociale più avanzata. Queste società utilizzavano gli schiavi in lavori di solito umili e pesanti e se li procuravano assoggettando popolazioni straniere; anche individui più o meno criminali all’interno della stessa società potevano diventare schiavi.

In quasi tutte le civiltà antiche la schiavitù fu un istituto accettato e considerato essenziale al sistema economico e sociale: esisteva infatti nelle civiltà della Mesopotamia, dell’India e della Cina, dove schiavi vennero impiegati nelle case come aiuto domestico, nelle attività commerciali, nelle costruzioni e nell’agricoltura; nella civiltà egizia, dove venivano impiegati soprattutto per costruire palazzi e monumenti; nelle civiltà precolombiane, dove aztechi, inca e maya li utilizzarono sia in agricoltura sia in guerra. Anche gli antichi ebrei fecero ricorso al lavoro degli schiavi, ma con l’obbligo di carattere religioso di liberare quelli della loro stessa nazionalità in certi particolari periodi dell’anno.

In Grecia, già ai tempi di Omero la schiavitù era il destino riservato ai prigionieri di guerra. Gli stessi filosofi – con qualche eccezione, come Aristotele, che suggerì di concedere la libertà agli schiavi fedeli per ricompensarli dei servigi resi – non considerarono la schiavitù come moralmente deplorevole, giustificandola con una presunta superiorità razziale dei greci. A Sparta, gli iloti venivano obbligati a lavorare in grandi poderi o a combattere nell’esercito. Nelle città greche agli schiavi venivano affidati talvolta anche compiti non servili.

Nell’antica Roma la schiavitù differì in modo significativo rispetto al modello greco. Innanzitutto perché i proprietari ebbero più potere sugli schiavi, ma soprattutto perché il complesso sistema economico e sociale di Roma per funzionare richiese, soprattutto in età imperiale, molta più manodopera di quanta non ne fosse stata impiegata in Grecia. Le continue conquiste territoriali e la conseguente espansione dei confini resero infatti necessario un imponente numero di schiavi per far fronte alle necessità del lavoro agricolo e delle costruzioni; il loro reclutamento avveniva soprattutto durante le guerre, quando decine di migliaia di prigionieri catturati in battaglia venivano portati a Roma come schiavi e venduti.

La legislazione romana fu tuttavia la prima a contemplare la possibilità di restituire allo schiavo la dignità di uomo libero; la restituzione della libertà attraverso l’istituto della manumissione, molto diffuso soprattutto tra le famiglie patrizie, permise ai liberti (tale era il nome degli ex schiavi) di assurgere talvolta a ruoli di notevole importanza, come accadde a Tirone, segretario di Marco Tullio Cicerone, o al commediografo Terenzio. Nel patriziato romano era inoltre pratica diffusa affidare l’educazione e l’istruzione dei figli a schiavi greci eruditi, il cui prezzo poteva superare di 700 volte quello di uno schiavo comune.

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La schiavitù nel Medioevo

Sin dal suo esordio l’Islam adottò l’istituto della schiavitù: Maometto richiamò tuttavia i suoi seguaci affinché trattassero umanamente i loro schiavi e complessivamente si può dire che nel mondo musulmano gli schiavi godettero condizioni paragonabili a quelle riservate loro nella Roma imperiale.

In Europa la diffusione delle dottrine stoiche e del cristianesimo, ma anche il cambiamento del sistema agricolo e commerciale, contribuì a far sì che nel Medioevo la schiavitù si trasformasse nel meno rigido sistema della servitù della gleba.

Nel mondo medievale il commercio degli schiavi venne praticato soprattutto dai mercanti islamici ed ebrei, e, dal IX secolo, dai veneziani che importavano schiavi soprattutto di popolazioni slave dei paesi balcanici.

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La schiavitù in età moderna

Lo sviluppo delle esplorazioni geografiche, la conquista delle Americhe da parte degli europei nel XV secolo e la successiva colonizzazione di questi territori nei tre secoli successivi diedero un grande impulso al commercio di schiavi.

Il Portogallo fu il primo stato europeo a utilizzare fin dal 1444 schiavi per soddisfare le necessità di manodopera interna: nel 1460 importava già da 700 a 800 schiavi l’anno prelevati sulle coste occidentali africane. La Spagna seguì ben presto l’esempio portoghese senza riuscire però, almeno inizialmente, a intaccare il monopolio portoghese del traffico africano di schiavi. Negli stessi anni il commercio di schiavi africani dall’Africa centrale ai mercati arabi, iraniani e indiani fu intensificato anche dai commercianti arabi.

Il forte aumento nella richiesta di manodopera di schiavi fu conseguenza della durezza delle condizioni che la colonizzazione spagnola impose in America latina alla popolazione indigena. Il duro lavoro nei campi, le pessime condizioni di vita e le malattie portate dall’Europa contribuirono infatti a decimare la popolazione, che fu rimpiazzata con schiavi africani.

Alla fine del XVI secolo l’Inghilterra, la Francia e l’Olanda tolsero al Portogallo il monopolio sul commercio degli schiavi. Nel Nord America i primi schiavi africani furono insediati a Jamestown, in Virginia, nel 1619. Inizialmente non si ritenne necessario procedere a una definizione giuridica del loro status, ma a partire dalla seconda metà del XVII secolo, con lo sviluppo delle piantagioni nelle colonie del Sud, il numero degli africani importati come schiavi agricoli crebbe enormemente; le leggi relative al loro status, legale politico e sociale, furono così definite già prima della guerra d’indipendenza americana.

Formalmente gli schiavi d’America godettero di alcuni diritti, come quello all’istruzione, al matrimonio, all’assistenza medica; tuttavia, gli elementari diritti umani furono costantemente violati fino al XIX secolo.

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