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Pirro

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Pirro (? 319 - Argo 272 a.C.), re dell'Epiro dal 307 a.C. Scacciato dopo quattro anni di regno, riconquistò il trono nel 297 con l'aiuto egiziano. Ampliò i suoi domini annettendo la parte occidentale dei vicini regni di Macedonia e di Tessaglia e fu uno degli artefici della sconfitta del re macedone Demetrio I Poliorcete. Perse tuttavia gran parte dei territori conquistati intorno al 282, durante una guerra mossagli contro da Lisimaco, re della Tracia.

Nel 280 si recò in aiuto di Taranto, colonia greca dell'Italia meridionale, in guerra contro Roma (vedi Guerre tarantine): giunto in Italia con un contingente di 25.000 uomini e venti elefanti sconfisse i romani a Eraclea (280), ma a fatica e perdendo molti soldati (da cui l'espressione 'vittoria di Pirro', per indicare una vittoria che comunque è costata cara). Nonostante la successiva vittoria ad Ascoli di Puglia (279 a.C.) non riuscì a concludere la guerra a suo favore.

Sbarcato in Sicilia per aiutare i greci dell'isola in lotta contro Cartagine, dopo alcune vittorie iniziali sui cartaginesi, inviso alle stesse città greche, abbandonò l'impresa e tornò a Taranto (276 a.C.); l'anno seguente fu sconfitto dai romani nella battaglia di Benevento e fece ritorno in Epiro. Nel 273 a.C., dopo aver riportato alcune vittorie su Antigono II Gonata, re di Macedonia, Pirro intraprese una sfortunata guerra contro Sparta; si diresse quindi alla conquista di Argo, ma qui venne ucciso.

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