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Rembrandt, Harmenszoon van Rijn

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Rembrandt: Festa di BaldassarreRembrandt: Festa di Baldassarre
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Introduzione

Rembrandt, Harmenszoon van Rijn (Leida 1606 - Amsterdam 1669), pittore, disegnatore e incisore olandese, uno dei più grandi artisti nella storia dell'arte occidentale. La sua opera, per la quale Rembrandt utilizzò svariate tecniche, tutte volte a esprimere con la massima intensità atmosfera e sentimenti, ebbe un impatto notevole sui contemporanei e influenzò lo stile di molti artisti delle generazioni successive. La sua padronanza del chiaroscuro è tale da creare atmosfere dagli effetti drammatici insoliti e unici.

Figlio di un mugnaio, Rembrandt si affermò presto come artista e maestro (tra i suoi allievi vanno ricordati Gerrit Dou e Carel Fabritius), realizzando per ricchi committenti capolavori di drammatica espressività: ritratti, opere di soggetto mitologico e religioso. Nonostante il successo artistico, la sua vita fu segnata da tragici avvenimenti: dapprima il dolore per la perdita dei figli e della moglie Saskia, che nemmeno la nuova compagna Hendrickje valse a mitigare, poi la bancarotta, dovuta anche al suo dispendioso stile di vita. L'inventario dei beni che Rembrandt mise all'asta per saldare i debiti rivela la varietà dei suoi interessi artistici: scultura antica, dipinti fiamminghi e del Rinascimento italiano, arte orientale, opere olandesi contemporanee, armi e corazze.

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Le opere giovanili

Nelle opere giovanili, che risalgono agli anni Venti, si avverte l'influenza del suo maestro Pieter Lastman nella scelta di soggetti drammatici, composizioni affollate e forti contrasti di luce. Il nobile slavo (1632, Metropolitan Museum of Art, New York) rivela la sua passione per i costumi esotici. Un magnifico esempio dello stile che caratterizza i ritratti giovanili è rappresentato dal Ritratto di un uomo con sua moglie (1633, Isabella Stewart Gardner Museum, Boston), che rivela una precisione nella rappresentazione dei modelli, dei dettagli degli abiti e dell'arredamento destinata a non comparire più nelle opere successive. Spesso erano i familiari a posare per lui: la madre dell'artista come Profetessa Anna (1631, Rijksmuseum, Amsterdam) e la malinconica Saskia nelle vesti della dea Flora (1634, Ermitage, San Pietroburgo).

Nel centinaio di autoritratti realizzati, Rembrandt si sottopose a una penetrante autoanalisi. Questi dipinti gli servivano spesso come studi di emozioni e sentimenti e venivano incorporati nei quadri di soggetto storico e biblico, ma erano importanti anche per l'affinamento della tecnica del chiaroscuro, come testimonia l'Autoritratto del 1628 (Rijksmuseum), in cui i lineamenti emergono appena dall'ombra che copre gran parte del volto.

Tra le principali commissioni pubbliche che Rembrandt ricevette ad Amsterdam figura la Lezione di anatomia del dottor Tulp (1632, Mauritshuis, L'Aia), dipinta per la gilda dei chirurghi. Questi ritratti di gruppo, genere tipicamente olandese, erano una cospicua fonte di reddito per gli artisti del paese, dove né la Chiesa né la Corona si distinguevano per mecenatismo. Il quadro di Rembrandt, con la sua interessante disposizione piramidale delle figure, è di gran lunga superiore ai ritratti commemorativi che portano la firma di altri artisti olandesi.

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Gli anni della maturità

Un Autoritratto del 1640 (National Gallery, Londra), ispirato a opere di Raffaello e Tiziano, mostra l'assimilazione del classicismo da parte di Rembrandt, sia nell'organizzazione formale sia nell'espressione della calma interiore. Il Ritratto del pastore mennonita Anslo con la moglie (1641, Staatliche Museen, Berlino), più pacato rispetto alle opere precedenti, coglie, come in altre opere di Rembrandt, un momento di un dialogo, rendendo magistralmente l'interazione tra le figure: il pastore parla, forse per spiegare un passo biblico, e la moglie ascolta tranquilla. Nella toccante Cena a Emmaus (1648, Louvre, Parigi) l'uso della luce comunica immediatamente il significato della scena.

Nella celebre Ronda di notte, o più precisamente La guardia civica comandata dal capitano Frans Banningh Cocq (1642, Rijksmuseum), ritratta mentre esce dalla caserma per prepararsi a una sfilata, Rembrandt abbandona la convenzione pittorica e, invece di disporre le figure in file statiche, le riprende in un contesto dinamico.

Molti paesaggi di questo periodo sono idealizzati, frutto della sua immaginazione più che descrizioni di località specifiche: non sono tipici della piatta campagna olandese, ad esempio, i rilievi ondulati con le antiche rovine della Vallata con fiume e rovine (Staatliche Gemäldegalerie, Kassel).

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Le opere della vecchiaia

Le opere migliori di Rembrandt risalgono agli ultimi due decenni della sua vita. Gli autoritratti e i ritratti di figure singole e gruppi, opere di soggetto storico e religioso, non mostrano più la ricerca barocca del dramma, del fasto e dei dettagli superficiali. Al contrario, rivelano un profondo interesse per gli stati d'animo e le qualità spirituali. Il colore è più ricco e la pennellata più vigorosa. Nell'Autoritratto del pittore da vecchio (1669 ca., National Gallery, Londra) i lineamenti di Rembrandt tradiscono una vena leggermente sarcastica. In quello di Jan Six (1654, Stichting Jan Six, Amsterdam), raffigurato con uno sgargiante abito rosso, oro e grigio mentre si infila un guanto, lo stile semiastratto rivela il virtuosismo tecnico: un sottile gioco di luce illumina il volto del soggetto, rivelandone l'umore calmo e meditativo.

Le opere di tema biblico rappresentano circa un terzo della produzione rembrandtiana. Quelle giovanili, di ispirazione barocca, accentuano il senso drammatico, mentre quelle più tarde, come Betsabea (1654, Louvre), Giuseppe accusato dalla moglie di Putifarre (1655, Staatliche Museen, Berlino) e il toccante Ritorno del figliol prodigo (1669 ca., Ermitage,), mostrano un più marcato interesse narrativo.

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