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Risultati di Windows Live® Search Compagnia olandese delle Indie Orientali Compagnia commerciale istituita dagli Stati Generali olandesi nel 1602 mediante l'unificazione di una serie di compagnie più piccole e la concessione del monopolio delle rotte orientali tra il capo di Buona Speranza e lo stretto di Magellano, nonché dei diritti di sovranità su ogni territorio acquisito. Nel 1619 Jan Pieterszoon Coen (1587-1629), il fondatore dell'impero coloniale olandese nelle Indie Orientali, stabilì a Batavia, l'odierna Giacarta, la sede della Vereenigde Oostindische Compagnie, che in pochi anni estese le sue attività in tutto l'arcipelago malese, in Cina, in Giappone, in India e in Persia. Nel corso del lungo conflitto che oppose i Paesi Bassi alla Spagna nel XVII secolo, la compagnia tolse al Portogallo tutti i possedimenti nelle Indie Orientali, soppiantandone la presenza in Indonesia e nella penisola malese, a Ceylon, sulla costa indiana del Malabar e nel Giappone; nel contempo riuscì a estromettere gli inglesi dall'arcipelago malese e dalle isole Molucche e a fondare la prima colonia europea in Sudafrica, a Capo di Buona Speranza (1652). All'apice del suo potere, nel 1669, la compagnia contava 40 navi da guerra, 150 navi mercantili e 10.000 soldati. Tra il 1602 e il 1696 gli utili annuali distribuiti dalla compagnia non furono mai inferiori al 12%, arrivando a punte del 63%. Il suo statuto veniva rinnovato ogni vent'anni, in cambio di concessioni finanziarie al governo olandese. Durante il XVIII secolo, la crescente affermazione di Gran Bretagna e Francia e l'acuirsi dei problemi con le colonie avviarono il declino della compagnia olandese, che dal 1724 non fu più in grado di distribuire utili e poté sopravvivere solo grazie ai tributi imposti ai territori amministrati. A partire dal 1780 si moltiplicarono gli attacchi inglesi ai suoi possedimenti; nel 1799 la compagnia fu definitivamente liquidata. Vedi anche Colonialismo.
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