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Risultati di Windows Live® Search Severo, Lucio Settimio (Leptis Magna 146 - Eburacum, oggi York 211 d.C.), imperatore romano (193-211 d.C.), autoproclamatosi erede della dinastia degli Antonini. Di origine africana, rivestì cariche militari e civili, tra cui quella di governatore della Pannonia a partire dal 191. Dopo l’assassinio dell’imperatore Publio Elvio Pertinace (193), Settimio Severo venne acclamato imperatore dalle sue legioni. Entrato a Roma con l’esercito, assunse ufficialmente la carica dopo aver eliminato i rivali, tra cui Didio Giuliano, eletto dalla guardia pretoriana. Settimio Severo punì gli assassini di Pertinace, quindi sciolse e riorganizzò la guardia pretoriana. Nel 194 sconfisse il governatore romano di Siria, Caio Pescennio Nigro, suo rivale, e si impossessò della città di Bisanzio. Combatté in Gallia contro il generale Decimo Clodio Albino, anch’egli proclamato imperatore dalle sue legioni alla morte di Pertinace, e lo sconfisse nel 197. Dopo un brillante successo contro i parti in Persia (198), che avevano invaso la Mesopotamia, si recò in Britannia per soffocare una rivolta (208): si spinse nel nord dell’isola per combattere i caledoni, ristabilendo il Vallo d’Adriano come confine settentrionale della Britannia romana. Gli succedette il figlio, Caracalla. Il regno di Settimio Severo fu contrassegnato da una serie di riforme giuridiche e militari. L’imperatore permise agli ex ufficiali di rivestire cariche civili, migliorò le condizioni dei soldati, incrementò le entrate imperiali e ridusse il potere del senato e dell’aristocrazia. Furono realizzate anche numerose opere edilizie a Roma (Arco di Settimio Severo) e nelle province (Arco di Leptis Magna). Vedi anche Roma antica (età imperiale).
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