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Introduzione; Le origini della scienza; Nascita della speculazione scientifica; La scienza nel Medioevo e nel Rinascimento; La scienza nell’età moderna; Il trasferimento del sapere scientifico; I domini della scienza
Scienza Termine usato per indicare, nel suo senso più ampio, la conoscenza sistematizzata in ogni campo del sapere (la parola latina scientia deriva da scire, “sapere”). Più specificamente, il termine è applicato all’organizzazione delle esperienze sensibili e delle ipotesi sperimentalmente controllabili. Si parla di scienza anche per indicare la ricerca del sapere fine a se stesso, in opposizione alle scienze applicate, che si occupano degli usi pratici della conoscenza scientifica, e alla tecnologia, che fa in modo di realizzarli. Per informazioni più specifiche, si vedano i singoli articoli relativi alle diverse scienze menzionate.
I primi tentativi di ordinare e organizzare la conoscenza si possono far risalire all’epoca preistorica, con le incisioni rupestri delle popolazioni del Paleolitico, i segni numerici scolpiti sul legno o sulla pietra, e alcuni manufatti giunti fino a noi dalle civiltà del Neolitico. I più antichi documenti di indagini protoscientifiche vengono dalle civiltà mesopotamiche: liste di osservazioni astronomiche, di sostanze chimiche, di sintomi di malattie e svariate tavole matematiche incise con scrittura cuneiforme su tavolette d’argilla. Da altre tavolette risalenti al 2000 ca. a.C. si deduce che i babilonesi conoscevano il teorema di Pitagora, sapevano risolvere equazioni di secondo grado e avevano sviluppato un sistema di numerazione sessagesimale (in base 60), da cui derivano direttamente i nostri attuali sistemi di misura del tempo e degli angoli. Risalgono circa alla stessa epoca alcuni papiri rinvenuti nella Valle del Nilo (vedi Antico Egitto), contenenti informazioni sul trattamento delle ferite e delle malattie, e sul calcolo del volume del tronco di piramide. Alcune unità di misura di lunghezza tuttora utilizzate si possono far risalire a modelli egizi, mentre l’attuale calendario è il risultato indiretto di osservazioni astronomiche pre-elleniche.
La conoscenza scientifica in Egitto e in Mesopotamia aveva perlopiù finalità pratiche ed era priva di un’organizzazione sistematica. Tra i primi studiosi greci alla ricerca delle cause ultime dei fenomeni naturali, il filosofo Talete, nel VI secolo a.C., propose un modello cosmologico in cui la Terra era concepita come un disco piatto fluttuante nell’acqua, l’elemento dal quale si riteneva derivasse l’infinita varietà dei fenomeni naturali. Il suo discepolo Pitagora, matematico e filosofo, fondò un movimento che riconosceva nella matematica il fondamento di ogni genere di investigazione scientifica, in particolare dell’astronomia. I pitagorici proposero un modello in cui la Terra, sferica, era posta in orbita circolare intorno a un punto centrale detto Fuoco. La filosofia naturale della scuola ionica e le scienze matematiche della scuola pitagorica trovarono una sintesi nel IV secolo a.C., nelle teorie filosofiche di Platone e Aristotele. Se presso l’Accademia di Platone si applicava il metodo deduttivo per elaborare una concezione di tipo matematico della realtà, al Liceo di Aristotele il metodo era invece induttivo, e la rappresentazione della realtà era prevalentemente descrittiva e incentrata sugli aspetti qualitativi dei fenomeni, in particolare in campo biologico. Nello sviluppo successivo della conoscenza scientifica, questi due diversi approcci hanno giocato entrambi un ruolo determinante. Durante l’età ellenistica, che fece seguito alla morte di Alessandro Magno, Eratostene sostenne la sfericità della Terra, calcolandone la lunghezza della circonferenza; l’astronomo Aristarco di Samo elaborò un modello planetario eliocentrico (ovvero centrato sul Sole), tesi che non trovò fortuna per lunghissimo tempo. Il grande matematico Archimede pose le basi della statica e dell’idrostatica (che divenne poi parte della meccanica dei fluidi); Teofrasto fondò la botanica; l’astronomo Ipparco sviluppò la trigonometria, mentre Erofilo ed Erasistrato posero le basi dell’anatomia e della fisiologia. Dopo la distruzione di Cartagine e Corinto da parte dei romani, avvenuta nel 146 a.C., la ricerca scientifica attraversò un periodo di stasi, per riprendere vigore nel II secolo d.C., durante l’impero di Marco Aurelio. A quell’epoca risalgono l’Almagesto di Tolomeo, imponente sintesi astronomica che, proponendo il sistema geocentrico (con la Terra al centro dell’universo), orientò la ricerca fino al Seicento, e gli studi in campo medico del fisico e filosofo Galeno. Circa un secolo dopo nacque l’alchimia, nuova disciplina sperimentale scaturita dalla pratica della metallurgia.
Durante il Medioevo le principali aree culturali nel mondo erano sei: l’Occidente latino, l’area greco-orientale, quella cinese, quella indiana, il mondo arabo e la civiltà maya. Fino al XIII secolo l’Occidente non contribuì significativamente allo sviluppo della scienza, dal mondo greco vennero semplici riformulazioni del sapere dell’antichità, mentre i maya non sortirono alcuna influenza. Furono arabi, indiani e cinesi a dare il maggior contributo allo sviluppo della scienza.
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