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Arezzo Città e capoluogo di provincia della Toscana; è situata al margine meridionale di un'ampia conca fra il Valdarno e la Valdichiana. La città è il principale mercato per i prodotti della circostante regione agricola e un importante centro industriale (produzione di vini, stabilimenti metalmeccanici e tessili). Rinomata città d'arte, Arezzo registra un'intensa attività turistica. La provincia, che comprende 39 comuni in un territorio prevalentemente montuoso e collinare, è dedita all'agricoltura (cereali, ulivi, ortaggi, frutta, vite). Attiva anche l'industria tradizionale della lana, nel Casentino.
L'odierna città, costituita da una parte moderna (in piano) e da un centro storico ancora in gran parte cinto dalle mura medicee, conserva notevoli monumenti. Tra questi si ricordano la romanica Pieve di Santa Maria (XII-XIII secolo), con il famoso campanile 'delle cento buche' (1330), un portale ornato da immagini dei mesi (1216) e un celebre polittico di Pietro Lorenzetti; la Cattedrale (secoli XIII-XX), con l'attiguo Museo diocesano, e le chiese di San Domenico (contenente un Crocifisso di Cimabue) e di San Francesco, quest'ultima ornata dallo splendido ciclo di affreschi della Leggenda della Croce, di Piero della Francesca. Tra le costruzioni civili, notevoli le numerose case-torri e il Palazzo della Fraternita dei laici (XIV-XV secolo) nella magnifica piazza Grande (dove in estate si corre la giostra del Saracino). Numerosi anche i monumenti rinascimentali, come le chiese di Santa Maria delle Grazie (nota per il portico quattrocentesco di Benedetto da Maiano), la fortezza medicea cinquecentesca, costruita da Giuliano e Antonio da Sangallo e la casa di Giorgio Vasari, sede del Museo e Archivio vasariano. Il Palazzo della Dogana (XV secolo) ospita il Museo civico, con ricche raccolte di pittura e di maioliche. Il Museo archeologico Mecenate, presso i resti dell'anfiteatro romano, conserva collezioni di vasi aretini e notevoli reperti etruschi, greci e romani.
Di origine etrusca, l'antica Arretium fece parte della Dodecapoli, quindi divenne città romana e municipio. Fu centro di produzione di ceramiche (celebri i vasi detti 'aretini' o 'corallini', particolarmente diffusi tra il I secolo a.C. e il I d.C.). Divenuta sede vescovile, nell'XI secolo fu governata da un vescovo-conte (dal 1098 ebbe ordinamenti comunali). Entrata successivamente in contrasto con Firenze, che ne arrestò l'espansione, la città rimase in balìa dei capitani di ventura e nel 1384 venne venduta a Firenze. Nel 1798 fu occupata dai francesi, e seguì da allora le sorti politiche della regione. La città diede i natali a numerosi personaggi illustri, come Caio Cilnio Mecenate, Francesco Petrarca, Giorgio Vasari, Francesco Redi. Abitanti (aretini): 90.819 (1997).
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