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Guerra

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3.5

Una nuova idea di guerra

La pace di Vestfalia, che nel 1648 pose fine alle guerre di stampo religioso, segnò un importante svolta nella storia delle relazioni internazionali. La politica estera degli stati era ormai dettata dall’esigenza di pervenire a un equilibrio compatibile con gli interessi di ciascuna nazione. Non avendo più come finalità la ricerca della giustizia o l’affermazione della fede (il pensiero politico, soprattutto grazie a Niccolò Machiavelli, si era affrancato dalla morale religiosa), il ricorso alla guerra era ritenuto essenziale alla difesa dell’interesse nazionale e al mantenimento (o alla modifica) dell’ordine internazionale.

Concludendo la sua analisi sulla rivoluzione francese e sulle guerre napoleoniche, Clausewitz affermò che “la guerra è una continuazione della politica con altri mezzi”. La guerra era ormai del tutto subordinata alla politica e quindi all’interesse degli stati; se il suo scopo era quello di rendere inoffensivo il nemico, il suo fine politico consisteva nel produrre un nuovo equilibrio tra gli stati e quindi una situazione di pace. Per Clausewitz, la diplomazia e la guerra costituivano due aspetti di una stessa azione politica.

4

La “guerra totale”

Con l’entrata in scena di intere nazioni in armi, il conflitto moderno prese la strada della “guerra totale”. Nel contempo, i tentativi di costituire delle istituzioni internazionali, basate su valori condivisi, portò alla codificazione di precise regole di guerra.

4.1

Nuove tecnologie al servizio della guerra

Un’autentica rivoluzione nell’organizzazione militare e negli armamenti avvenne a partire dalla guerra civile americana (1861-1865), il primo conflitto moderno, in cui la tecnologia e l’apparato di produzione industriale ebbero un peso decisivo. Il fucile a retrocarica aumentò la potenza di fuoco e permise ai soldati di sparare da terra, limitando così l’esposizione al fuoco nemico. Inoltre, sia l’artiglieria sia le armi portatili furono dotate di canne rigate che ne aumentarono considerevolmente portata e precisione.

Nella seconda metà del XIX secolo la diffusione del telegrafo e della ferrovia completarono la rivoluzione. Le vittorie della Prussia nella guerra austro-prussiana (1866) e in quella franco-prussiana (1870-71) dimostrarono l’importanza cruciale di un’efficace utilizzazione delle ferrovie e di una superiore capacità organizzativa.

I continui miglioramenti nella portata e nella precisione delle armi da fuoco pesanti e portatili furono dapprima interpretati come un rafforzamento delle capacità offensive degli eserciti. In realtà – come aveva fatto presagire la guerra di secessione americana e come la prima guerra mondiale avrebbe ampiamente dimostrato – le nuove armi aumentavano enormemente le possibilità di difesa.

4.2

La prima guerra mondiale

Tutte le potenze belligeranti della prima guerra mondiale avevano elaborato piani per mantenere fin da principio l’iniziativa dell’attacco grazie alla mobilità conferita alle truppe dal sistema ferroviario. Il capo di stato maggiore tedesco Helmuth Johannes von Moltke attuò, con parziali modifiche, il piano predisposto già nel 1905 dal generale Alfred von Schlieffen; secondo il “piano Schlieffen” l’esercito tedesco, con una fulminea offensiva attraverso il Belgio e la Francia settentrionale, avrebbe dovuto accerchiare e annientare le forze francesi per poi concentrare le truppe sul fronte orientale, contro la Russia. Tuttavia, mentre procedevano verso Parigi, le truppe germaniche furono bloccate e costrette a ritirarsi sull’Aisne dal contrattacco francese (prima battaglia della Marna, settembre 1914).

Gli eserciti si attestarono sulle loro posizioni scavando trincee e opere di difesa lungo due linee parallele che attraversavano trasversalmente tutta la Francia. Altre trincee si snodarono lungo l’Europa, fino alla pianura polacca e alle montagne venete e friulane. Fino al 1918, nonostante le massicce e cruente offensive lanciate dagli eserciti in lotta, i fronti non subirono sostanziali mutamenti. La prevista guerra di movimento diventò in realtà guerra di logoramento, con massicce perdite dovute soprattutto all’intensità di fuoco e al ricorso ad armi di distruzione di massa, come i gas asfissianti, che sul fronte francese causarono la morte di centinaia di migliaia di soldati.

Durante il conflitto, vennero sperimentate efficacemente nuove armi: il lanciafiamme, il carro armato, l’aeroplano, il sottomarino.

4.3

Nuovi scenari di guerra

Gli enormi cambiamenti sociali, economici, tecnologici avvenuti nel corso del XIX secolo crearono le condizioni per una drammatica evoluzione della guerra; lo sviluppo industriale favorì la costruzione di nuove e più potenti armi, dall’elevatissimo potenziale distruttivo, preparando la strada alla guerra del XX secolo.

La prima guerra mondiale vide per la prima volta i popoli, nella loro totalità, chiamati a sostenere lo sforzo bellico. Per la prima volta anche le economie furono chiamate a trasformarsi in funzione della guerra e gli interessi economici diventarono obiettivi militari di prim’ordine. La Germania fu la prima a trasformare la sua economia in economia di guerra; fu anche la prima, a partire dal 1917, a lanciare una guerra sottomarina contro le navi mercantili della Gran Bretagna e di altri paesi alleati, ma anche di paesi neutrali. Nella prima guerra mondiale la distinzione tra obiettivi militari e civili venne di fatto abolita; le città e le popolazioni furono colpite dalle artiglierie pesanti al pari delle forze militari schierate sui fronti.

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