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Influenza Malattia virale a decorso solitamente benigno, caratterizzata da elevata capacità di contagio e diffusione a carattere epidemico; nella popolazione si manifesta in genere con cadenza annuale e nel periodo invernale. Occasionalmente l’influenza può produrre pandemie, ossia epidemie estese a un vasto numero di individui in cui la malattia si presenta in forma particolarmente grave. I sintomi dell’influenza sono spesso attribuiti ad altri tipi di affezioni delle vie respiratorie, di origine virale o batterica; l’importanza di questa infezione viene in molti casi minimizzata. Occorre ricordare che l’influenza in Italia costituisce la terza causa di morte per malattia infettiva, dopo l’AIDS e la tubercolosi. La sua cura, pertanto, deve essere tempestiva.
L’influenza è causata da virus del genere Influenzavirus, della famiglia Orthomyxoviridae. Il virus dell’influenza comprende quattro tipi virali, indicati con le lettere A, B, C e D; a loro volta questi tipi vanno soggetti a rapide mutazioni, cioè a modificazioni del loro patrimonio genetico, e periodicamente producono ceppi diversi. Per questo motivo esistono forme influenzali con diverse caratteristiche, quali la velocità di contagio, il tipo di sintomi e la relativa intensità, e il decorso.
Le tipiche manifestazioni dell’influenza, che viene in genere incubata per tre-quattro giorni, comprendono: febbre, di rapida comparsa e responsabile di un elevato innalzamento della temperatura corporea (fino a 38,5-39,5 °C); brividi; infiammazione delle vie respiratorie, con conseguenti tosse e mal di gola; secrezione di muco e ostruzione nasale; fotosensibilizzazione, cioè sensibilità degli occhi verso la luce, con senso di fastidio e bruciore; dolori muscolari e articolari; talvolta, disturbi gastrointestinali. Il decorso in genere è rapido; la temperatura corporea si normalizza entro tre-quattro giorni, mentre possono permanere sintomi analoghi a quelli di un comune raffreddore. Spesso l’influenza comporta uno stato di astenia generale, scarso appetito e affaticamento. L’influenza guarisce spontaneamente; se la febbre persiste, ciò può essere attribuito a sovrainfezioni, ossia a nuove infezioni prodotte da altri agenti patogeni, facilitate dallo stato di indebolimento in cui si trova il paziente. Sovrainfezioni batteriche possono causare l’insorgenza di otiti, sinusiti, tonsilliti, e nei casi più gravi, polmoniti e broncopolmoniti.
L’influenza richiede in genere una terapia sintomatologica, cioè l’uso di rimedi che alleviano i disturbi del paziente, ma non intervengono sul naturale decorso della malattia. Si consiglia il riposo a letto, l’eventuale assunzione di antipiretici, nel caso che la temperatura corporea divenga eccessiva (superiore a 39 °C), di analgesici, nel caso il paziente lamenti forti dolori articolari e muscolari, di vitamina C, che coadiuva le difese dell’organismo, di tisane o sciroppi che abbiano un’azione mucolitica ed espettorante, per limitare il rischio di ostruzione da catarro delle vie respiratorie e uditive, e la possibile comparsa di complicazioni come sinusiti e otiti. Nel caso si temano sovrainfezioni batteriche, dopo tre-quattro giorni dall’esordio dell’influenza si prescrivono in genere antibiotici ad ampio spettro.
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