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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Fino al 1994 il paese era suddiviso in quattro province: la Provincia del Capo, il Natal, lo Stato Libero dell’Orange e il Transvaal, e in dieci zone riservate alla popolazione nera, i cosiddetti bantustan. Con la Costituzione entrata in vigore dopo le prime elezioni libere e multirazziali della nazione, nel 1994, il paese è stato suddiviso in nove province: il Gauteng, la Provincia Settentrionale, Mpumalanga, il Nord-Ovest, lo Stato Libero, il KwaZulu-Natal, il Capo Orientale, il Capo Settentrionale e il Capo Occidentale. Le zone riservate alla popolazione nera, comprese quelle dichiarate indipendenti – Transkei, Bophuthatswana, Venda e Ciskei – furono reincorporate nel Sudafrica dopo il 1994. Le principali città sudafricane sono Città del Capo, capitale legislativa; Johannesburg, centro dei giacimenti auriferi e principale polo industriale, commerciale e finanziario del paese; Durban, importante città portuaria; Pretoria, capitale amministrativa; Port Elizabeth, città portuaria e industriale; Bloemfontein, capitale giudiziaria nonché centro di commercio della carne; Pietermaritzburg, capoluogo del KwaZulu-Natal; Kimberley, centro di produzione dei diamanti; Germiston, che ospita la più grande raffineria aurifera del mondo, e Springs, centro manifatturiero. Soweto, la più grande township nera, è situata alla periferia di Johannesburg. Le tre aree metropolitane di Gauteng, Città del Capo e Durban accolgono circa il 38% della popolazione urbana del paese.
L’economia sudafricana è la più forte e la più sviluppata del continente. Fino alla prima guerra mondiale essa si basava principalmente sulle risorse minerarie (specialmente diamanti e oro), destinate all’esportazione, e sull’agricoltura. Dopo il 1945 l’industria manifatturiera ha registrato un rapido sviluppo ed è oggi il settore trainante. Un’altra area in forte espansione è quella dei servizi finanziari (il paese ha il settore finanziario più sviluppato dell’Africa subsahariana). Nel 2005 il prodotto interno lordo era di 239.543 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 5.108,80 dollari USA.
La bassa fertilità del suolo e la scarsità delle precipitazioni limitano lo sfruttamento agricolo del territorio. L’85% dei terreni è pertanto riservato all’allevamento. I bianchi gestiscono circa l’87% delle terre all’interno di grandi e moderne aziende agricole, mentre i neri possiedono piccole fattorie gestite con metodi tradizionali. Gli agricoltori neri hanno inoltre un accesso molto limitato al credito agricolo, alle infrastrutture del settore e ai mercati di smercio. La produzione agricola del paese comprende mais, canna da zucchero, frumento, orzo, sorgo, patate, avena e miglio. Tra le colture fruttifere occupano una posizione di rilievo uva, mele, pere e agrumi (pompelmi e limoni). Il settore primario impiega il 10% (2003) della popolazione attiva e fornisce il 2,5% (2005) del PIL. L’allevamento ha un posto importante nell’economia sudafricana; il patrimonio ovino, destinato alla produzione di lana e pellami, è di notevole consistenza; ingente è anche il numero dei bovini da carne e da latte, e dei suini. Il legname proviene soprattutto dalle foreste di pini ed eucalipti poste sui versanti marittimi. L’industria ittica è una voce di rilievo sia per il mercato interno sia per le esportazioni (acciughe, sardine, sgombri e merluzzi).
Il Sudafrica è ricchissimo di risorse minerarie, presenti nei filoni che attraversano le formazioni arcaiche del Witwatersrand. Le più importanti per l’economia sono rappresentate da oro, diamanti e carbone. Dalla fine del XIX secolo, quando cominciò lo sfruttamento dei giacimenti su vasta scala, l’industria mineraria è uno dei settori dominanti dell’economia sudafricana, fornendo il 22% (2004) delle esportazioni. Giacimenti d’oro, i più ricchi del mondo, si trovano nel Witwatersrand. La maggior parte dei diamanti proviene dalle riserve situate nei pressi di Kimberley, scoperti nel 1870. Il carbone si trova nelle zone del nord-est, tra il Lesotho e lo Swaziland, e in particolar modo nella provincia del KwaZulu-Natal. Il sottosuolo sudafricano è inoltre ricco di manganese, rame, nichel, platino, uranio, cromo, amianto, fluorite, vanadio, titanio, stagno, e ferro. I principali giacimenti di manganese e di minerali di ferro si trovano a nord della zona del Capo, mentre il titanio si estrae nella regione costiera orientale. L’uranio viene estratto nel Witwatersrand. Il paese ha giacimenti di gas naturale in mare aperto.
Prima della seconda guerra mondiale il settore industriale occupava un ruolo marginale rispetto a quello agricolo e minerario. Nel 2005 l’industria nazionale, finanziata in gran parte da capitale privato, forniva tuttavia il 30,3% del PIL del paese, occupando il 25% della forza lavoro. Il nuovo governo, dominato dal Congresso nazionale africano (ANC), ha mantenuto un’economia mista. La produzione industriale è particolarmente attiva nei settori siderurgico, chimico, petrolchimico, agroalimentare, cartario, delle autovetture e dei veicoli commerciali. Di grande importanza i prodotti derivati dal carbone, dal ferro e dall’acciaio. Attivo anche il settore tessile (cotone). I principali centri industriali del paese sono Città del Capo, Johannesburg, Durban e Port Elizabeth.
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