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Risultati di Windows Live® Search Ostia Antica Area archeologica presso l'omonima frazione del comune di Roma, nel Lazio, a est della foce del fiume Tevere nel mar Tirreno. Dal borgo, d'origine altomedievale, dominato dal forte fatto costruire dal cardinale Giuliano della Rovere (poi diventato papa Giulio II), opera di Baccio Pontelli (1483-1486), la via Ostiense conduce in breve alla città portuale romana, i cui ruderi si estendono per oltre 1400 m e su circa 34 ettari. Ostia (da ostium, foce) venne fondata all'inizio del IV secolo a.C. (ma la tradizione vedrebbe in Anco Marzio il fondatore, oltre due secoli prima) in un territorio di antiche saline, entro l'angolo formato dal fiume, poi deviato da una piena nel XVI secolo, e dalla linea di costa che quasi lambì gli edifici più occidentali e che oggi si trova a circa 3 km verso sud-ovest. Il primo insediamento fu un piccolo castrum, base e difesa della flotta; divenuto città, emporio commerciale e grande scalo fluviale per l'approvvigionamento di Roma (le derrate provenivano soprattutto da Sicilia, Spagna ed Egitto), si estese notevolmente a partire dal II secolo a.C., fu cinto da una cerchia di mura (2500 m) in età repubblicana e, durante l'impero, raggiunse probabilmente i 75.000 abitanti. Fra il 42 e il 113 d.C. la costruzione, a 4 km verso nord-ovest, del porto marittimo di Claudio (oggi sotto le piste dell'aeroporto di Fiumicino) e del porto-lago esagonale di Traiano, con la città di Portus, favorì inizialmente Ostia: essa, tuttavia, a causa dei decreti avversi di Costantino e del successivo interramento del Tevere (che nel V secolo non era più navigabile alla foce), declinò e gradualmente si spopolò. Gli scavi, iniziati nel 1802 e proseguiti nel corso del Novecento, hanno riportato alla luce, probabilmente, circa i tre quarti dell'antica città, percorsa longitudinalmente dal decumanus maximus incrociato dal cardo maximus nel foro, dove si trova il grande Capitolium adrianeo (non lontano, la basilica giudiziaria e il 'tempio rotondo', per il culto degli imperatori). Ma l'interesse principale risiede nei luoghi e negli edifici di lavoro, di servizio e d'abitazione: il piazzale delle corporazioni, con mosaici-insegne delle compagnie dei mestieri; i grandi horrea, magazzini per le derrate; le tabernae (botteghe, alcune decorate a mosaico); il macellum, mercato delle carni; le cauponae (osterie, fra le quali il cosiddetto thermopolium, con attrezzato banco di mescita); le fullonicae (lavanderie, con decine di recipienti); le terme pubbliche; il grande teatro (ancora utilizzato per rappresentazioni classiche); le abitazioni, spesso decorate, fra cui le domus di tipo pompeiano, ma in particolare le insulae, case plurifamiliari 'a isolato', originariamente a più piani e con cortile interno talvolta porticato, quali le case dei Dipinti e degli Aurighi. Nel Museo ostiense sono conservati numerosi reperti, provenienti dagli scavi in loco. Isolata, sorge la sinagoga, forse la più antica in Occidente (I-IV secolo). A ovest della città si estende l'Isola Sacra, fra il Tevere, il mare e il canale (tuttora navigabile) costruito per collegare i porti di Claudio e di Traiano con il fiume: vi si trova la necropoli di Portus, con un centinaio di tombe risalenti ai primi tre secoli d.C., a camera (decorate), a edicola o semplicemente sotto tegole.
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