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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Sulla situazione economica egiziana grava un pesante debito estero e un forte squilibrio della bilancia commerciale (-48,7% nel periodo 2002–2004). Nel 2003 il valore totale delle esportazioni fu di 6.161 milioni di dollari, a fronte di importazioni per 10.893 milioni di dollari. I principali prodotti importati riguardano i settori agricolo, chimico e alimentare, i trasporti e i macchinari per l’industria mineraria. I prodotti esportati sono il petrolio greggio e i suoi derivati, il cotone grezzo, i filati di cotone e i tessuti, e i prodotti alimentari. I più importanti fornitori sono gli Stati Uniti, la Germania, l’Italia, la Francia e il Giappone. Negli anni Novanta la bilancia commerciale ha risentito anche della flessione del settore turistico, causata dall’attività terroristica dei movimenti fondamentalisti islamici. La situazione è andata migliorando alla fine del decennio: nel 2005 8,24 milioni di persone hanno visitato il paese, spendendovi 1.629 milioni di $ USA L’unità monetaria è la sterlina egiziana, divisa in cento piastre. La Banca centrale dell’Egitto, fondata nel 1961, ha conservato un forte controllo sull’economia malgrado la presenza nel paese di numerosi istituti di credito privati, nazionali ed esteri.
Le ferrovie sono gestite dallo stato e si sviluppano su una rete di 5.150 km. Il tratto principale collega Assuan e le zone a nord della valle del Nilo con Alessandria, sulla costa mediterranea. Le idrovie sono largamente utilizzate e comprendono tutto il corso del Nilo, i canali navigabili (circa 1.610 km) e i canali d’irrigazione nel delta del Nilo (più di 17.700 km). Lo sviluppo complessivo della rete stradale è di circa 64.000 km, di cui il 78% è asfaltato. La compagnia aerea di bandiera è la Egyptair, che garantisce collegamenti nazionali e internazionali. Numerosi sono gli aeroporti presenti nel paese, mentre i porti principali sono quelli di Alessandria, Porto Said e Suez.
Ex protettorato britannico, l’Egitto diventò formalmente indipendente nel 1922, restando però sotto la forte tutela britannica. Nel 1952 un colpo di stato rovesciò il re Faruq e istituì la repubblica. In base alla Costituzione promulgata nel 1971, l’Egitto è uno stato “democratico socialista”, la cui religione ufficiale è l’islamismo.
Il presidente della Repubblica, scelto dall’Assemblea del popolo e confermato con referendum popolare, rimane in carica per sei anni; è coadiuvato da un gabinetto di ministri da lui nominati. Il presidente ha amplissimi poteri: può destituire i ministri, sciogliere l’Assemblea ed emettere decreti, i quali devono tuttavia essere sottoposti a referendum entro 60 giorni.
Il potere legislativo è affidato all’Assemblea del popolo (Majlis al-Sha’b), composta da 454 membri (di cui 444 eletti con voto diretto per cinque anni e 10 di nomina presidenziale). Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età. Nel 1980 è stato istituito un Consiglio consultivo o Senato (Majlis al-Shura) composto da 264 membri, di cui 176 eletti con voto diretto per sei anni e 88 di nomina presidenziale.
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