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Confederazione degli Stati Uniti d’America

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Jefferson DavisJefferson Davis

Confederazione degli Stati Uniti d’America Federazione costituita da undici stati del sud degli Stati Uniti d’America, favorevoli all’istituto della schiavitù; con la loro uscita dall’Unione determinarono lo scoppio della guerra di secessione.

Subito dopo la nomina alla presidenza di Abraham Lincoln, l’assemblea legislativa del South Carolina votò la secessione dall’Unione (20 dicembre 1860), cui fecero seguito quelle di Mississippi, Florida, Alabama, Georgia, Louisiana e Texas. Nel febbraio 1861 i rappresentanti degli stati secessionisti si riunirono a Montgomery (Alabama) per ratificare una nuova Costituzione (quasi identica a quella federale, con l’esclusione degli articoli che consentivano il commercio degli schiavi tra gli stati) ed eleggere Jefferson Davis presidente della neonata Confederazione.

Il Gabinetto costituito da Davis si dedicò subito alla preparazione dell’imminente conflitto. Tra il dicembre 1860 e il febbraio 1861 le forze confederate conquistarono undici fortini federali e posero sotto assedio Fort Sumter a Charleston (South Carolina). Pur non riconoscendo agli stati ribelli il diritto di secessione, Lincoln tentò inizialmente una mediazione; ma l’attacco a Fort Sumter lo costrinse a dichiarare lo stato di guerra.

Alla Confederazione (che elesse a propria capitale Richmond, in Virginia) avevano nel frattempo aderito anche Virginia, Arkansas, Tennessee e North Carolina.

L’amministrazione Davis fu presto segnata da accesi scontri tra funzionari civili e militari, tanto da far parlare della Confederazione come di una dittatura militare; a ciò contribuì anche la consuetudine invalsa di tenere in segreto le sessioni congressuali.

Lo stato di guerra accentuò le differenze esistenti tra gli stati settentrionali e quelli meridionali degli Stati Uniti: nove milioni (compresi quasi quattro milioni di schiavi neri) gli abitanti della Confederazione contro i ventidue milioni dell’Unione; terre coltivate al Sud per due miliardi di dollari e al Nord per cinque, 150 stabilimenti tessili con 2000 addetti e otto milioni di dollari di fatturato al Sud contro 900 impianti, 100.000 addetti e 115 milioni di fatturato al Nord. Se infine nel 1860 il Sud aveva importato beni per 331 milioni di dollari, il Nord si era limitato a 31 milioni.

Decisiva si sarebbe rivelata per la Confederazione la mancanza di impianti siderurgici e di un efficiente sistema di trasporti ferroviari. Ancor prima che dalle vicende militari, l’esito della guerra civile sarebbe stato dunque determinato dai forti squilibri in campo finanziario e industriale, squilibri che si ripresentarono anche dopo la guerra, nel corso del difficile processo di reinserimento degli stati della Confederazione nell’Unione, noto come “Ricostruzione”.

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