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Guerra di successione spagnola Conflitto combattuto tra il 1701 e il 1714 da una coalizione formata da Inghilterra, Paesi Bassi, Danimarca, Austria e, successivamente, da Portogallo e Ducato di Savoia contro Francia, Spagna e alcuni principi tedeschi.
Motivo apparente del conflitto era la legittimità della successione del duca Filippo d’Angiò, nipote di Luigi XIV di Francia, alla Corona spagnola, dopo la morte di Carlo II d’Asburgo. Il nuovo re, che prese il nome di Filippo V, primo dei Borbone di Spagna, venne riconosciuto dalle potenze europee a eccezione dell’Austria, la quale sostenne la successione dell’arciduca Carlo d’Asburgo, che si insediò sul trono spagnolo con il nome di Carlo VI. Tuttavia, la questione in gioco era più importante: poiché l’ascesa al trono di Filippo avrebbe significato un rafforzamento della potenza francese, minacciando l’equilibrio stabilito in Europa dalla pace di Rijswijk (che nel 1697 aveva concluso le ostilità tra la Francia da un lato e Inghilterra, Spagna, Paesi Bassi, Svezia, Savoia e alcuni stati tedeschi dall’altro), l’Inghilterra, determinata a contenere il predominio di Luigi XIV, propose una nuova coalizione contro la Francia. La guerra di successione spagnola fu quindi un episodio della lotta per l’egemonia politico-militare e per l’espansione territoriale in Europa. Vedi anche Guerra della regina Anna.
La guerra fu combattuta principalmente in Italia, nei Paesi Bassi, in Germania e nel Mediterraneo, e prese avvio con l’invasione dei possedimenti francesi nell’Italia settentrionale da parte dell’esercito di Leopoldo I al comando del principe Eugenio di Savoia, che riuscì a conquistare la Lombardia. Sul fronte dei Paesi Bassi, dopo numerosi combattimenti le roccaforti francesi furono espugnate nel 1703 da un esercito anglo-tedesco-olandese guidato da John Churchill duca di Marlborough che, a fianco del principe Eugenio, nel 1704 riportò una grande vittoria anche sull’esercito franco-bavarese nella battaglia di Blindheim, costringendo i francesi a ritirarsi dalla Germania; nello stesso anno gli inglesi presero Gibilterra. Sconfitti dal duca di Marlborough in Brabante, nella battaglia di Ramillies (1706), gli spagnoli dovettero abbandonare i Paesi Bassi e poco dopo anche l’Italia. Un esercito anglo-portoghese invase la Spagna nel 1707, ma nella battaglia di Almansa fu respinto dalle forze franco-spagnole, che mantennero il controllo di quasi tutto il paese. Nell’Europa settentrionale, la sconfitta francese a Oudenarde (1708) indusse Luigi XIV a chiedere la pace, ma le trattative si interruppero al suo rifiuto di unirsi alle nazioni in guerra contro il nipote Filippo. Nuovamente sconfitta dal duca di Marlborough e da Eugenio di Savoia a Malplaquet nel 1709 e in battaglie successive, la Francia riaprì i negoziati di pace (1710), che nuovamente si arenarono sulla questione dell’intervento francese contro la Spagna.
La morte senza eredi dell’imperatore Giuseppe I d’Asburgo nel 1711 e l’ascesa al trono imperiale del fratello Carlo VI, pretendente alla Corona spagnola, alterò l’equilibrio politico europeo a vantaggio della Francia. Gli inglesi, infatti, temendo che la vittoria sulla Francia avrebbe permesso l’unione in una sola persona delle corone d’Austria e di Spagna e la conseguente supremazia austriaca negli affari europei, sciolsero la coalizione e le singole nazioni posero fine alle ostilità con patti separati con la Francia, conosciuti complessivamente come pace di Utrecht (1713): Filippo V veniva infine riconosciuto quale re di Spagna, con la clausola che le corone di Spagna e Francia non fossero mai riunite sotto un unico sovrano; la Spagna perdeva i domini italiani, cedendo all’Austria il Ducato di Milano e il Regno di Napoli e al duca di Savoia la Sicilia, e rinunciava ai Paesi Bassi, ceduti all’Austria e all’Olanda. Riconoscendo Filippo V come re di Spagna, il trattato respingeva le pretese di Carlo VI, che decise quindi di continuare la guerra contro la Francia e la Spagna. Nei combattimenti che seguirono, la Francia conseguì una serie di vittorie che portarono ai trattati di Rastatt e di Baden (1714), con cui l’Austria concluse la pace con la Francia, ottenendo, oltre ai territori già acquisiti, anche la Sardegna.
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