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Introduzione; Le prime prove e i drammi didattici; Teatro epico e poetica brechtiana; Produzione lirica e narrativa
Brecht, Bertolt (Augusta 1898 - Berlino 1956), scrittore, poeta, drammaturgo e regista teatrale tedesco. Per il fondamentale apporto dato all’elaborazione di una moderna teoria teatrale e per l’originalità dell’approccio con cui affrontò temi di carattere prevalentemente sociale, Brecht è considerato uno degli autori più importanti e innovativi della drammaturgia contemporanea.
I primi drammi (Baal, pubblicato nel 1922; Tamburi nella notte, rappresentato per la prima volta a Monaco nello stesso anno; Un uomo è un uomo, 1924-26) mostrano l’influenza dell’espressionismo, il più importante movimento artistico nella Germania dell’epoca, ma sono già improntati su tematiche sociali. Nel 1924 Brecht entrò come drammaturgo nel Deutsches Theater, allora diretto da Max Reinhardt. Nel 1928 scrisse L’opera da tre soldi, su musica di Kurt Weill, considerata il suo capolavoro teatrale; allestita a Berlino nel medesimo anno, venne ripresa negli Stati Uniti nel 1933 (con Lotte Lenya nella parte di Polly Peachum). L’opera, rifacimento geniale dell’Opera del mendicante (1728) dell’inglese John Gay, è una caustica satira che, grazie al risalto dato agli aspetti grotteschi, si trasforma in duro atto d’accusa contro il capitalismo. La critica della società capitalistica, alla quale si contrappone l’idea di una rivoluzione in senso marxista dei rapporti sociali, è particolarmente evidente in un’opera come Ascesa e caduta della città di Mahagonny (1928-29), il più importante tra i cosiddetti “drammi didattici” nei quali rientrano anche La linea di condotta, L’eccezione e la regola e Santa Giovanna dei macelli (tutti composti tra il 1929 e il 1930). Fu durante questo primo periodo della sua carriera che Brecht teorizzò una tecnica drammatica, mutuata in parte dal teatro di Erwin Piscator, conosciuta come “teatro epico”.
Brecht si considerava un uomo di teatro pratico, che si era liberato sia dal teatro di introspezione psicologica sia dall’espressionismo, per aprire, partendo da una descrizione fattiva della realtà, al rinnovamento. Il suo linguaggio teatrale e poetico era una mescolanza di lingua classica e popolare, con versi irregolari e senza rima, ed era studiato per scuotere il pubblico dalla passiva accettazione dello stato di fatto e suscitare la critica dell’avvenimento messo in scena. Ai metodi del dramma realistico e al vincolo delle unità di tempo, luogo e azione di derivazione aristotelica, Brecht oppose una forma narrativa libera da regole, volta a produrre nello spettatore una reazione definita “effetto di straniamento” (Verfremdungseffekt). Grazie allo straniamento, ottenuto attraverso il dilatarsi dei tempi scenici, il contemporaneo snodarsi di situazioni differenti che cambiano di continuo, l’uso di “a solo” e maschere, Brecht si propose di impedire allo spettatore l’identificazione con i personaggi in scena e l’attesa passiva della soluzione dell’intreccio. Da ciò deriva un allentamento del coinvolgimento emotivo e una maggiore e più distaccata attenzione alla realtà prodotta e descritta sulla scena. Questi elementi favoriscono un approccio oggettivo alla riflessione sulle diseguaglianze sociali e una presa di coscienza che stimoli la necessità di cambiamento, mettendo in luce l’aspetto fondamentalmente didattico della teoria teatrale brechtiana. A causa della sua opposizione al regime nazista, Brecht fu costretto a lasciare la Germania nel 1933: si rifugiò a Vienna, poi in Svizzera e infine in Danimarca; nel 1939 si trasferì in Svezia e nel 1940, in seguito all’invasione nazista della Danimarca e della Norvegia, in Finlandia; infine, nel 1941 lasciò l’Europa per gli Stati Uniti. Durante gli anni di esilio scrisse alcuni capolavori, come Vita di Galileo (di cui si hanno due diverse stesure scritte tra il 1938 e il 1955, prima e dopo l’evento della bomba di Hiroshima), Madre Coraggio e i suoi figli (1939), L’anima buona di Sezuan (1938-40), Il signor Puntila e il suo servo Matti (1940-41) e Il cerchio di gesso del Caucaso (1944-45).
Nel 1948 Brecht tornò in Germania, si stabilì a Berlino Est e, con la moglie Helene Weigel, fondò una propria compagnia teatrale, il Berliner Ensemble. Scrisse inoltre moltissime liriche, tra cui Libro di devozioni domestiche (1927), Canzoni, poesie, cori (1934) e Poesie di Svendborg (1939). Non solo la produzione drammaturgica e poetica, ma anche quella narrativa (Romanzo da tre soldi, del 1934, e l’incompiuto Gli affari del signor Giulio Cesare, del 1949) collocano Brecht nel novero dei più grandi autori tedeschi. Vedi Teatro occidentale.
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