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Risultati di Windows Live® Search Rothko, Mark (Dvinsk, oggi Daugavpils 1903 - New York 1970), pittore statunitense, importante esponente dell'espressionismo astratto. Nato in Lettonia con il nome di Marcus Rothkowitz, emigrò negli Stati Uniti nel 1913. Ottenuta nel 1921 una borsa di studio per l’Università di Yale (che lascerà due anni dopo senza conseguire la laurea), frequentò l’Art Students League di New York, dove seguì, tra gli altri, i corsi sulla natura morta di Max Weber. Espose le sue prime opere, ancora d’impostazione figurativa e dipinte in stile cezanniano, nel 1928 alla Opportunity Gallery di New York. Nel 1935 diede vita, con il pittore Adolph Gottlieb, al gruppo di artisti noto come The Ten (I Dieci), che espose collettivamente nel dicembre dello stesso anno alla Montross Gallery, sempre a New York. Progressivamente, a partire dalla fine degli anni Trenta, si accostò alla pittura astratta, in particolare alla corrente definita Color-field Painting, di cui fu, con Clyfford Still e Ad Reinhardt, il maggior esponente. Nei suoi quadri cominciò a tracciare ampie campiture rettangolari, impilate o giustapposte orizzontalmente, dai colori torbidi, tenui o luminosi, con contorni sfumati e imprecisi. Grande ammiratore di Matisse (di cui studiò a lungo il dipinto La stanza rossa, acquistato dal MoMA di New York nel 1949), Rothko attribuiva importanza fondamentale al colore, che riteneva una forma di linguaggio autonoma. Tra i migliori esempi della sua produzione si citano Numero 10 (1950, Museum of Modern Art, New York) e Four Darks in Red (1958, Whitney Museum of American Art, New York). Nel 1958 lavorò a un ampio progetto decorativo per il ristorante Four Seasons, nel grattacielo newyorkese Seagram Building, allora in costruzione sotto la direzione di Philip Johnson, ma l’opera, sebbene in fase avanzata, rimase incompiuta (alcuni dipinti significativi sono oggi conservati alla Tate Gallery di Londra). A partire dagli anni Sessanta la tavolozza di Rothko iniziò progressivamente a scurirsi: dai rossi cupi e saturi ai bruni pieni, fino al grigio e al nero che dominano le ultime opere. Tale evoluzione stilistica rifletteva probabilmente la vicenda esistenziale dell’autore, segnata sempre più da angosce e tenebre: Rothko morì suicida nel 1970.
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