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Pipistrello

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Dieta dei pipistrelliDieta dei pipistrelli
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Introduzione

Pipistrello Nome comune degli unici mammiferi capaci di volo prolungato. Costituiscono l’ordine dei chirotteri e sono suddivisi in due sottordini, megachirotteri e microchirotteri (che riuniscono rispettivamente le specie più grandi e quelle più piccole) e 17 famiglie. Tutti i megachirotteri appartengono a un’unica famiglia (pteropidi), con più di 150 specie, mentre le altre 16 famiglie appartengono ai microchirotteri. In totale le specie di pipistrelli sono 850-900, superando tutti gli altri ordini di mammiferi, con l’eccezione dei roditori.

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Distribuzione

I pipistrelli sono diffusi in tutto il mondo, salvo che nella zona artica e in talune isole oceaniche remote. Tutti i megachirotteri e alcune famiglie di microchirotteri sono confinati all’emisfero orientale; altri microchirotteri vivono in quello occidentale e alcune famiglie hanno una diffusione mondiale. Si pensa che i pipistrelli abbiano avuto origine in regioni dal clima mite, probabilmente al principio dell’Eocene (il più antico fossile di pipistrello, Icaronycteris index, viene fatto risalire a 60 milioni di anni fa). I membri di quattro famiglie, tutte appartenenti ai microchirotteri, vivono nelle regioni temperate, e il numero delle specie diminuisce spostandosi dall’equatore verso i poli. Solo due famiglie sono rappresentate nelle regioni subartiche, dove vivono solo d’estate.

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Dimensioni

I megachirotteri comprendono i pipistrelli più grandi, le gigantesche “volpi volanti” dell’Africa, dell’India e del continente australiano; il loro nome si deve al muso allungato, simile a quello di una volpe. Il più grande pipistrello esistente (Pteropus vampyrus) è un megachirottero che vive a Giava e che raggiunge un’apertura alare di 1,7 m e una lunghezza di 42 cm. Molte specie di megachirotteri sono, tuttavia, più piccole dei microchirotteri più grossi.

Oltre che sulle dimensioni, la distinzione fra i due sottordini si basa anche sulla forma dei denti e su fondamentali differenze scheletriche. Il più piccolo microchirottero (Craseonycteris thonglongyai), diffuso nella Thailandia occidentale, è lungo solo 2,9-3,3 cm e pesa circa 2 g, dimensioni che ne fanno uno dei più piccoli mammiferi viventi. Le differenze fra i megachirotteri e i microchirotteri sono sufficienti a ipotizzare che essi abbiano avuto una diversa origine filogenetica: secondo gli scienziati, i megachirotteri sarebbero molto più recenti dei microchirotteri.

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Volo ed ecolocalizzazione

Fra i vertebrati viventi, la capacità di attuare un volo vero e proprio è limitata ai pipistrelli e agli uccelli. Il volo dei pipistrelli è meno efficiente di quello degli uccelli, ma consente una migliore capacità di manovra. L’ala del pipistrello è una sottile membrana, detta patagio, sostenuta anteriormente dalle ossa degli arti anteriori e dal secondo dito, entrambi molto allungati, e posteriormente tesa fra il terzo, il quarto e il quinto dito. Il patagio è attaccato lungo la linea mediana del dorso e in molte specie si estende anche fra gli arti posteriori e la coda. Solo il primo dito, o pollice, è libero, e nella maggior parte dei pipistrelli è l’unico a essere munito di artiglio. Questa struttura consente ai pipistrelli di variare notevolmente la convessità delle ali, modificando così in modo drastico le caratteristiche di aerodinamicità.

Tutti i microchirotteri si orientano mediante ecolocalizzazione. Con questo termine si intende l’emissione intermittente di suoni ad alta frequenza e la conseguente percezione delle stesse onde riflesse dagli ostacoli presenti nell’ambiente; il sistema permette all’animale di determinare la posizione, la distanza relativa e le caratteristiche degli oggetti circostanti anche nella completa oscurità, proprio come un sonar. Le proprietà fisiche dei suoni emessi variano in modo caratteristico da una specie all’altra: vengono generati dalla laringe e, a seconda delle specie, possono essere emessi dalla bocca o dalle narici.

I megachirotteri, invece, si orientano servendosi della vista. Solo un genere ha evoluto un meccanismo di ecolocalizzazione, che comporta l’emissione di schiocchi udibili e viene impiegato dall’animale solo quando vola nell’oscurità.

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