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Struttura articolo
Introduzione; Distribuzione; Dimensioni; Volo ed ecolocalizzazione; Comportamento; Ciclo vitale; Ecologia
Con poche eccezioni, tutti i microchirotteri sono notturni. Durante il giorno riposano all’interno di grotte, anfratti rocciosi, alberi cavi o edifici. Alcuni fra i megachirotteri più grandi hanno l’abitudine di appendersi a testa in giù in foltissimi gruppi, sui rami degli alberi. Il fatto di essere notturni conferisce a questi animali molti vantaggi, ad esempio una competizione molto ridotta per gli insetti e altre fonti di nutrimento, la sostanziale libertà dai predatori e la protezione dal surriscaldamento e dalla disidratazione, alla quale sarebbero particolarmente esposti perché, a causa della membrana alare, hanno un rapporto superficie-volume elevatissimo. Alcune specie di pipistrelli sono solitarie, ma la maggior parte è gregaria. Durante il giorno l’aggregazione può consistere nella formazione di piccoli gruppi (un maschio e una dozzina di femmine), per arrivare a immensi raduni di molte migliaia e addirittura milioni di individui. In alcune specie l’aggregazione può presentare diverse modalità di variazioni stagionali e segregazione sessuale. Associazioni casuali di specie diverse sono comuni fra i pipistrelli che fanno uso di ripari protetti come le grotte. Alcune specie che vivono nella zona temperata presentano, in una certa misura, un comportamento migratorio e sono stati documentati spostamenti di 1600 km fra i quartieri estivi e quelli invernali. Altri chirotteri possono coprire fino a 40 km al giorno per spostarsi dai loro rifugi ai luoghi dove si nutrono; la maggior parte dei pipistrelli, tuttavia, si procura il cibo nelle vicinanze del rifugio. La maggior parte dei chirotteri si nutre di insetti ed è in grado di catturare la preda in volo. Numerosi megachirotteri e molte specie di fillostomatidi dell’America tropicale hanno un’alimentazione frugivora. Altri chirotteri (glossofagini) mangiano parti di fiori o estraggono il nettare dalle piante fiorite mediante la lingua, molto allungata, contribuendo così all’impollinazione dei vegetali. Tra i rinolofidi e i fillostomatidi (entrambi caratterizzati da appendici carnose nasali più o meno sviluppate e a forma di foglia) vi sono forme carnivore e onnivore; oltre a nutrirsi di insetti e frutta, questi chirotteri possono attaccare piccoli anfibi, lucertole, uccelli, topi e anche altri pipistrelli. Strettamente imparentata ai rinolofidi e ai fillostomatidi è la famiglia dei desmodontidi, a cui appartengono i vampiri (ad esempio, Desmodus rotundus) dei tropici americani, che si nutrono esclusivamente del sangue succhiato da piccole ferite inflitte ad animali a sangue caldo come polli, bovini, cavalli, maiali e, a volte, esseri umani. Almeno tre specie di pipistrelli arricchiscono la propria dieta con piccoli pesci, che vengono ghermiti con le zampe artigliate mentre nuotano sotto la superficie dell’acqua.
Nei chirotteri il periodo di gestazione è relativamente lungo e nelle diverse specie può variare da circa 44 giorni a 8 mesi. Poche specie producono più di un piccolo ogni anno e i giovani tendono a maturare lentamente. Sebbene i cicli riproduttivi della maggior parte delle specie seguano il modello generale dei mammiferi, esistono alcune eccezioni. Molto interessanti sono alcune specie delle zone temperate che durante i mesi invernali vanno in letargo. L’accoppiamento avviene prima dell’ibernazione e gli spermatozoi sono trattenuti nel corpo della femmina per tutto il periodo del letargo. La fecondazione avviene quando un uovo viene liberato dall’ovaio, dopo il risveglio primaverile della femmina. Questo fenomeno è chiamato fecondazione ritardata. Una variante di fecondazione ritardata si osserva in un genere europeo nel quale l’accoppiamento, l’ovulazione e le prime fasi di sviluppo dell’embrione avvengono nella normale sequenza prima dell’ibernazione, ma lo sviluppo si ferma prima dell’impianto nell’utero, che avrà luogo solo in primavera, quando il metabolismo della madre tornerà normale. Questo fenomeno viene chiamato impianto ritardato. L’abbondanza dei pipistrelli, nonostante il basso tasso di riproduzione, è da attribuirsi non solo ai modelli comportamentali adottati da queste specie, ma anche alla loro notevole longevità. Alcune delle specie più grandi di megachirotteri e il vampiro sono sopravvissuti in cattività per più di vent’anni. Fra le specie di microchirotteri marcate e rilasciate nell’ambiente, molte sono state ricatturate dopo anni. Il record è quello di un esemplare recuperato 31 anni dopo essere stato marcato e liberato nel New England (Stati Uniti).
In genere i pipistrelli che si nutrono di insetti sono considerati utili all’uomo e molte specie di chirotteri hanno un ruolo importante nell’impollinazione delle piante e nella dispersione dei semi. I grandi pipistrelli frugivori dell’Eurasia possono rappresentare una minaccia economica quando invadono i frutteti, ma forse il maggiore pericolo associato alle popolazioni di pipistrelli è la trasmissione delle malattie, soprattutto la rabbia, agli animali domestici. Il problema è particolarmente grave nell’America tropicale, dove epidemie locali di rabbia fra i bovini, causate dal morso di vampiri infetti, hanno decimato intere mandrie. Anche pipistrelli diversi dai vampiri possono contrarre e trasmettere la rabbia. Molti pipistrelli hanno una bassa tolleranza verso insetticidi come il DDT, che può concentrarsi nella rete alimentare. Classificazione scientifica: I pipistrelli costituiscono l’ordine dei chirotteri della classe dei mammiferi, subphylum vertebrati, phylum cordati.
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