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Letteratura giapponese

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Illustrazione per Genji monogatariIllustrazione per Genji monogatari
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Introduzione

Letteratura giapponese Produzione letteraria in lingua giapponese, generalmente divisa nei periodi Nara (710-794), Heian (794-1185), Kamakura-Muromachi (1185-1568), Edo (1600-1868) – in base ai nomi dei maggiori centri amministrativi giapponesi del tempo –, e periodo moderno (dal 1868 a oggi).

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Epoca Nara

È il periodo in cui nascono in Giappone una letteratura propriamente detta e la storiografia, favorite dall’importazione, intorno all’VIII secolo, del sistema di scrittura cinese. Il nome deriva da quello della città di Nara, proclamata capitale permanente del paese nel 710.

Prima del secolo VIII il patrimonio letterario giapponese consisteva di ballate, preghiere rituali, miti e leggende composti nei secoli precedenti e tramandati oralmente. Le prime testimonianze scritte sono un’antologia chiamata Kojiki (712, Memorie degli eventi antichi) e i Nihon shoki (720, Annali del Giappone): la prima – scritta in lingua giapponese ma con gli ideogrammi cinesi e composta per ordine dell’imperatore Tenmu (?-686) – è attribuita a O no Yasumaro e narra la storia del Giappone dalle origini mitiche al regno dell’imperatrice Suiko (593-628); la seconda, in lingua cinese, narra la storia del paese fino al 697.

La poesia lirica, che si sviluppò dalle antiche ballate, fu raccolta in una prima antologia intitolata Man’yoshu (Raccolta di diecimila foglie), compilata dal poeta Otomo no Yakamochi dopo il 759. L’antologia comprende circa cinquemila poesie, composte in due forme poetiche diverse: il choka (poesia lunga) e il tanka (poesia breve), che divenne la forma dominante fino al periodo moderno. Il poeta più illustre fu Kakinomoto Hitomaro.

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Epoca Heian

È il periodo “classico” della letteratura giapponese e prende il nome dalla nuova capitale del paese, Heian-kyo (l’odierna Kyoto).

La nascita di un nuovo tipo di letteratura, espressione dell’aristocrazia di corte e delle classi sociali più elevate, fu favorita dallo sviluppo, verso la fine dell’VIII secolo, di un’ortografia specifica per la fonetica giapponese e dalla conseguente creazione dei primi sillabari in giapponese. Le poesie redatte in quest’epoca raggiungono inaspettati vertici di raffinatezza: dalla semplicità e sincerità personale delle poesie precedenti si passa al riconoscimento di una forma di empatia tra uomo e natura, denominata mono no aware (“sentimenti delle cose”). Questi componimenti confluirono in parte nel Kokinshu (905), un’antologia compilata dal poeta Ki-no Tsurayuki (morto nel 945 ca.), che nella prefazione diede una base teorica alla nuova poetica. Lo stesso Ki-no Tsurayuki lasciò il primo esempio di un genere che sarebbe diventato molto importante nella letteratura giapponese, quello della diaristica, con Tosa nikki (935, Diario di Tosa), racconto del suo viaggio dalla provincia di Tosa a Kyoto.

La letteratura degli inizi del X secolo sviluppò la forma del racconto fantastico e del poema narrativo, di cui fu un esempio Ise monogatari (980 ca., Racconti di Ise). Le opere maggiori della letteratura Heian, apparse tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, furono scritte da due dame di corte, che riuscirono a distanziarsi dal mondo letterario maschile e diedero origine a una propria cultura e a un proprio metodo di scrittura diverso da quello ufficiale, utilizzando i kana, scrittura indigena più intima ed informale. Le due autrici interpretarono la realtà della corte in due dei più importanti capolavori della cultura giapponese: Genji monogatari (1010 ca., Storia del principe splendente) di Murasaki Shikibu e Makura-no-soshi (Racconti del guanciale) di Sei Shonagon.

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Epoca Kamakura-Muromachi

Nel 1185 la lunga rivalità tra le famiglie Taira e Minamoto terminò con la vittoria di quest’ultima, che nel 1192, con Minamoto Yoritomo, impose lo shogunato, un governo militare, a Kamakura. Figure dominanti della società giapponese divennero i samurai, guerrieri impegnati in una vita di azione, e i sacerdoti buddhisti, dediti alla contemplazione. Espressione tipica del periodo è la letteratura guerresca, rappresentata dai gunki monogatari, che descrivono le grandi lotte del paese. Tra i gunki monogatari più importanti figurano l’Hogen monogatari (Storia dell’era Hogen) e l’Heiji monogatari (Storia dell’era Heiji) che continua e completa il primo. La sconfitta della famiglia Taira fu argomento di una grande epopea di autore anonimo, intitolata Heike monogatari (1220 ca., Storia di Heike).

Dalla fine del XII secolo agli inizi del XVII, una lunga serie di rivolte e guerre civili tormentò il paese, diffondendo un senso di precarietà e inquietudine, riflesso nelle composizioni poetiche raccolte nella migliore antologia del tempo, Shin kokin-shu (1205, Il nuovo Kokinshu), compilata da Fujiwara Teika. Per definire il tono generale della letteratura del periodo, gli studiosi utilizzano il termine yugen, che significa “mistero” e “profondità”: non a caso uno dei maggiori poeti, Saigyo, fu un sacerdote.

Il più interessante sviluppo poetico del periodo successivo agli inizi del XIV secolo fu la creazione della forma renga. Si tratta di poesie “a catena” scritte da tre o più poeti che, alternandosi, collaboravano alla creazione di una lunga poesia. Grandi maestri di questa forma furono Sogi, Shohaku e Socho, che insieme composero il famoso Minase sangin (1488, Volume di renga composto da tre autori a Minase).

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