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Museo del Prado, Madrid

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Museo del Prado, MadridMuseo del Prado, Madrid
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Introduzione

Museo del Prado, Madrid Museo nazionale spagnolo con sede a Madrid. Tra i più importanti e ricchi del mondo, il Museo del Prado ha una collezione di oltre 18.000 opere (dipinti, sculture, disegni, mobili e oggetti d’arte decorativa); celebre è la raccolta di dipinti di scuola spagnola, la più ampia del mondo (vedi Arte spagnola).

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Le sedi museali

La collezione del museo è divisa tra il Palazzo Villanueva, che ospita i dipinti dal Medioevo al XIX secolo, e il Casón del Buen Retiro, che espone opere del XIX secolo in precedenza conservate al Prado e al Museo di Arte Moderna.

Palazzo Villanueva è un capolavoro dell’architettura neoclassica, opera di Juan de Villanueva, al quale Carlo III di Spagna aveva affidato il progetto nel 1785. L’edificio era completato già nel 1811 (anno della morte dell’architetto), ma il museo venne aperto solo nel 1819, quando Ferdinando VII, su consiglio della moglie, Doña Isabella di Braganza, fondò il Reale Museo di Pittura; passò allo Stato nel 1868 e da allora venne ampliato a più riprese. Nel 2007 fu aperta al pubblico la nuova ala, opera dall’architetto Rafael Moneo, che unì l’edificio neoclassico a un nuovo spazio espositivo formato da un edificio nuovo e il chiostro (restaurato) della chiesa di Los Jerónimos.

Il Casón del Buen Retiro è uno degli edifici che un tempo costituivano il Palacio del Buen Retiro, costruito per volontà del conte-duca di Olivares come residenza reale di Filippo IV. Costruito negli anni Trenta del Seicento, sotto la direzione degli architetti Alonso Carbonell e Giovanni Battista Crescenzi, è una struttura sobria, elegante, tipica espressione dell’architettura civile barocca austriaca (vedi Barocco). Gli affreschi sul soffitto, opera di Luca Giordano, sono un tributo alla monarchia spagnola.

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Le collezioni

Il nucleo centrale del patrimonio artistico del museo è costituito dalle raccolte d’arte dei re di Spagna dal XVI secolo all’inizio del XIX; a esse si aggiungono l’importante collezione di sculture classiche acquisite perlopiù durante il XVII e il XVIII secolo e molti dipinti provenienti da chiese e conventi trasferiti al museo alla fine del XIX secolo.

La raccolta più ampia è quella di dipinti di scuola spagnola. Tra i pezzi più significativi dei periodi romanico e gotico si citano il San Domenico di Silos di e un San Domenico di Guzmán presiede un autodafé di Pedro Berruguete (1495 circa). I manieristi sono ben rappresentati da numerose opere di El Greco, come La fuga in Egitto (1567 circa), La Trinità (1577), Il cavaliere con la mano sul petto (1580 circa). Copiosa è la raccolta di dipinti di Diego Velázquez: il Prado possiede almeno un terzo dei suoi lavori, tra cui L’adorazione dei re Magi (1619), i ritratti di Filippo IV, della Regina Isabella di Francia, dell’Infante Don Carlos, della Regina Doña Mariana d’Austria, del Principe de Olivares (1634) e soprattutto Las meninas (1656) e Las hilanderas (1567).

Anche degli altri pittori del “Siglo de oro” spagnolo (Ribera, Murillo, Francisco de Zurbarán, Alonso Cano) il Prado possiede dipinti memorabili. La magnifica collezione di dipinti di Francisco Goya comprende l’Autoritratto (1815); i ritratti di Carlo III in tenuta da caccia (1786-1788), della Famiglia di Carlo IV (1800), di Ferdinando VII (1814); scene storiche come Il Due maggio 1808 (1814) e Il Tre maggio 1808 (1814); scene mitologiche come Saturno che divora i propri figli (1821-1823 circa); languidi ritratti femminili come La Maja vestita (1797-1798 circa) e La Maja desnuda (1800); qualcuna delle acqueforti della serie dei (1797-1799); la serie delle Pitture nere (1821-1823 ca.).

Le collezioni di dipinti stranieri includono soprattutto lavori di artisti dei paesi più legati alla corte madrilena, come Italia e Paesi Bassi. Famosi sono quelli di Tiziano commissionati da Carlo V e da Filippo II nel XVI secolo (Carlo V a cavallo, 1548; Offerta a Venere, 1518-1519; Venere e Adone, 1554) e una serie dipinta da Pieter Paul Rubens per Filippo IV agli inizi del XVII secolo (L’adorazione dei Magi, 1609 circa; Ritratto equestre del duca di Lerma, 1603 circa; Ritratto di Maria de’ Medici, 1622; Le tre Grazie, 1636).Il panorama della pittura italiana è completato da lavori di Beato Angelico (l’Annunciazione, 1430-1432), Sandro Botticelli, Raffaello, Correggio, Paolo Veronese, Caravaggio. La scuola nord-europea (fiamminga, olandese e tedesca) è invece documentata da dipinti di Hans Memling, Hieronymus Bosch (Il giardino delle delizie, 1480-1490), Bruegel il Vecchio (Il trionfo della Morte, 1562), Rembrandt (Artemide, 1634) e Dürer (Autoritratto, 1498).

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