Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Genet, Jean (Parigi 1910-1986), narratore e drammaturgo francese, i cui romanzi, incentrati sulla cruda descrizione degli aspetti meschini e grotteschi dell’esistenza umana e scritti con un linguaggio particolarmente violento, esprimono un profondo sentimento di ribellione contro la società e le sue convenzioni. Figlio illegittimo di una prostituta, Genet condusse un’adolescenza e giovinezza travagliate, scontando una serie continua di condanne per furto e prostituzione. Nel 1947, dopo un ennesimo arresto, venne condannato all’ergastolo. Mentre scontava la condanna Genet scrisse una raccolta di versi, Il condannato a morte (1942), e diversi romanzi che, circolati clandestinamente, ne decretarono la fama. Grazie anche alla pressione delle più importanti personalità della cultura francese, nel 1948 il suo caso giudiziario fu riaperto e Genet venne scarcerato. Il suo primo romanzo, Nostra signora dei fiori (1944) era un’opera crudamente autobiografica incentrata sulla descrizione dell’omosessualità e sulla vita del sottoproletariato parigino. Tra le sue opere principali si ricordano: Pompe funebri (1947), Querelle de Brest (1947, portato sullo schermo nel 1982 da Rainer Werner Fassbinder), torbidi racconti in cui Genet mette in scena la sua fascinazione erotica per il crimine e il mondo fuorilegge, e Diario del ladro (1949). Nel 1947 Genet iniziò l’attività di drammaturgo, ambito nel quale conobbe molta fortuna, con una sorta di scandalosa messa nera, Le serve (1947). Nei drammi Sorveglianza speciale (1949), Il balcone (1956), I negri (1959) e I paraventi (1961), per dare forma alla sua violenta denuncia iconoclasta Genet utilizzò spesso lo scambio di ruoli, a simboleggiare l’inutilità di valori quali, ad esempio, male e bene.
© 1993-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2009 Microsoft
![]() ![]() |