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Riti di passaggio

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Costumi cerimoniali akan, GhanaCostumi cerimoniali akan, Ghana
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Introduzione

Riti di passaggio Locuzione utilizzata per la prima volta dall’antropologo francese Arnold van Gennep (1873-1957) per indicare quei riti – presenti diffusamente in tutte le culture, antiche e moderne – che sottolineano i momenti più importanti della vita di un individuo: la nascita, la pubertà, il matrimonio e la morte. Van Gennep individuò tre stadi cruciali, presenti generalmente in ogni rito di passaggio: nel primo, lo stadio della separazione, l’individuo viene isolato dal resto della comunità e abbandona il ruolo rivestito fino a quel momento; il secondo consta di un periodo di transizione, durante il quale l’individuo viene tenuto in una condizione di ambiguità e introdotto progressivamente nella nuova condizione; nel terzo, la reintegrazione, l’individuo viene riammesso nella comunità e gli viene riconosciuta pubblicamente la nuova personalità.

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Nascita

Concepimento, gestazione e nascita comportano spesso modifiche nelle abitudini di uno o entrambi i genitori, alcune delle quali vengono mantenute dopo il parto. Nel rito della nascita, la separazione è rappresentata sia dall’isolamento della madre prima del parto, sia dalla resezione del cordone ombelicale, che allontana definitivamente il bambino dal suo luogo d’origine. La riammissione e la presentazione pubblica del neonato può culminare in altre cerimonie, come ad esempio quella dell’assegnazione del nome (il battesimo) o la circoncisione.

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Pubertà

In molte società i riti di pubertà, che segnano il momento in cui l’individuo accede alla condizione di adulto, sono complessi e prolungati nel tempo, soprattutto se l’iniziazione è collettiva. Per le femmine può avere luogo al momento delle prime mestruazioni (menarca); per i maschi può variare. In molte culture gli iniziati sono sottoposti a impegnative prove fisiche o a menomazioni (circoncisione, clitoridectomia, scarificazioni, tatuaggi ecc.) che possono risultare mortali.

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Matrimonio

I riti del matrimonio sanciscono civilmente o religiosamente l’unione di un uomo e di una donna e l’appartenenza alla famiglia di ogni nato dalla coppia. I riti possono includere feste e scambi di doni fra le famiglie, l’isolamento per la “luna di miele”, la riammissione degli sposi nella società. Oltre al significato religioso ed economico, i riti matrimoniali tendono a sottolineare il significato contrattuale dell’unione.

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