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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Il paese è suddiviso in trentasei stati federati oltre al Territorio della capitale federale (Federal Capital Territory). Lagos è la più grande città della Nigeria, il maggiore centro commerciale e il principale porto del paese. Nel dicembre del 1991 la capitale federale venne trasferita da Lagos ad Abuja, nella zona centrale del paese. Altri centri urbani di rilievo sono Ibadan, Aba, Abeokuta, Ado-Ekiti, Ede, Enugu, Ife, Ila, Ilesha, Ilorin, Iwo, Kaduna, Kano, Maiduguri, Mushin, Ogbomosho, Onitsha, Oshogbo, Port Harcourt e Zaria.
La Nigeria è un paese tradizionalmente agricolo, fino all’indipendenza in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare interno e di esportare una discreta varietà di prodotti come olio di palma, cacao, caucciù e arachidi. Dagli anni Settanta l’economia del paese dipende principalmente dal petrolio, le cui esportazioni rappresentano la gran parte del prodotto interno lordo. Paradossalmente, gli idrocarburi costituiscono la prima voce sia delle esportazioni che delle importazioni, perché la carenza di impianti di raffinazione costringe il paese a importare benzina. Dopo il crollo del prezzo del greggio negli anni Ottanta, il governo ha cercato di sviluppare il comparto industriale, riuscendovi però solo in parte. Attività secondarie per l’economia del paese sono invece lo sfruttamento delle risorse forestali e la pesca, essenzialmente di tipo lacustre e fluviale. Nel 2005 il PIL del paese ammontava a 98.951 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 752,30 dollari.
L’agricoltura fornisce il 23,3% (2005) del PIL e occupa il 3% (1995) della popolazione attiva. In massima parte è ancora un’attività di pura sussistenza, incentrata su piccole aziende a conduzione familiare. Nelle regioni del nord si coltivano principalmente sorgo, riso, arachidi, cotone e miglio e si allevano bovini, mentre il sud produce perlopiù granturco, patate dolci, palme da olio e cacao. L’allevamento di animali da cortile, ovini e caprini è diffuso in tutto il territorio, così come le coltivazioni di manioca, legumi, pomodori e soprattutto canna da zucchero e banane.
Grandi giacimenti di petrolio e di gas naturale (destinato a uso interno per alimentare le centrali elettriche, che soddisfano il 47,9% del fabbisogno energetico del paese) sono situati sul delta del fiume Niger e in mare aperto, nelle antistanti baie di Benin e Bonny, nel golfo di Guinea. Per quanto riguarda il greggio, che viene estratto dalle principali compagnie petrolifere internazionali in associazione con la compagnia di Stato NNPC (Nigerian National Petroleum Corporation), la Nigeria si colloca, con 2.240.917 barili al giorno (2004) tra i maggiori produttori mondiali. Il paese dispone inoltre di consistenti giacimenti di carbone, piombo e zinco e di modesti depositi di oro e uranio. Nella regione della savana vengono inoltre estratte piccole quantità di calcare, sale, lignite e minerali ferrosi, mentre nell’area dell’altopiano di Jos si trovano stagno e columbite.
Dislocate in varie regioni del paese vi sono piccole industrie a conduzione familiare, la cui attività è basata soprattutto sulla lavorazione artigianale di ceramica, legno, tessuti, pellami, materiale da costruzione, granaglie e bevande. Tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta il governo nigeriano avviò un programma di sviluppo industriale, che ha determinato la nascita di un’industria piuttosto diversificata: assemblaggio di motori automobilistici, raffinazione del greggio, lavorazione dell’alluminio e del legno, produzione di carta. Vi sono inoltre industrie siderurgiche, agroalimentari, tessili, chimiche e farmaceutiche. Il comparto industriale ha fornito, nel 2005, il 56,8% del PIL, impiegando il 22% (1995) della forza lavoro.
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