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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Il sistema giudiziario nigeriano si basa principalmente sulla Common Law britannica. Il tribunale di più alto grado è la Corte suprema federale, composta da un giudice di grado superiore e da altri quindici membri designati dal capo di stato. Di rango inferiore sono la Corte d’appello federale e le corti di ogni singolo stato. In alcuni stati della federazione vigono la shariah, la legge islamica (vedi Islam: La Shariah e i riti), e il diritto consuetudinario tribale. È in vigore la pena di morte.
Il paese è attualmente diviso in 36 stati più il distretto della capitale, ognuno dei quali dispone di un proprio Parlamento.
Per molti anni la libertà politica è stata soppressa o sottoposta a severissime limitazioni. Dal 1999, il paese ha compiuto grandi passi verso la liberalizzazione politica, che risente tuttavia degli aspri contrasti etnici e religiosi tuttora presenti. Attualmente, le principali forze politiche sono: il Partito democratico del popolo (People’s Democratic Party, PDP; di tendenze moderate) e il Partito di tutti i popoli nigeriani (All Nigeria People’s Party, ANPP; di tendenze conservatrici).
Poco si conosce della storia antica del paese, ma tracce di civiltà neolitiche sono state rinvenute a Nok, località a sud-ovest della città di Jos, nella Nigeria centrale. In particolare, nella regione sono state rinvenute le più antiche statuette funerarie in terracotta dell’Africa subsahariana. In epoca successiva si sviluppò la metallurgia, testimoniata da notevoli opere in bronzo e ottone (vedi Arte africana). Dall’XI secolo il sud-ovest fu dominato da popolazioni yoruba, che ebbero in Ife il centro principale. Verso il XV secolo, Ife venne soppiantata da Oyo, che nel secolo successivo cadde a sua volta sotto il dominio del regno del Benin. A partire dall’VIII secolo nel nord nacquero diversi stati hausa, in costante lotta tra loro. Nello stesso periodo, intorno al lago Ciad fiorì l’impero Kanem-Bornu, che intorno al 1300 divenne un importante centro di cultura islamica in grado di rivaleggiare con l’impero Mali e raggiunse il massimo splendore sotto Idris Alooma; questi conquistò gli stati hausa orientali, mentre quelli occidentali subirono il dominio dell’impero Songhai. Gli hausa, parzialmente islamizzati, ritrovarono la loro indipendenza alla fine del XVI secolo, conservandola fino agli inizi del XIX. Già presente nel nord del paese ma non predominante, l’Islam conobbe una rapidissima ed estesa diffusione a partire dal 1804, grazie all’opera del fulano Usuman dan Fodio.
Nel XVI secolo gli europei stabilirono i primi contatti con il regno del Benin e crearono empori commerciali sul delta del Niger. Nella regione fiorì la tratta degli schiavi, da cui il nome di “Costa degli schiavi” con il quale fu chiamata la costa nigeriana. Gli inglesi, in particolar modo, penetrarono all’interno verso la fine del XVIII secolo, con l’intento di sviluppare nuovi commerci. Il primo a fornire significative notizie riguardanti il corso del Niger fu l’esploratore scozzese Mungo Park, che condusse due spedizioni nel 1795-96 e nel 1805. Ulteriori spedizioni britanniche, guidate da Hugh Clapperton nel 1821 e nel 1825, non riuscirono a portare a termine il lavoro intrapreso da Park. Clapperton, che perse la vita nel corso della seconda spedizione, fu tuttavia in grado di fornire la prima relazione geografica sulla Nigeria settentrionale. Richard Lemon Lander, un assistente di Clapperton, e suo fratello John completarono nel 1830 l’esplorazione iniziata da Park, raggiungendo da Bussa il delta del Niger a bordo di fragili canoe. La conoscenza del territorio nigeriano crebbe in seguito alle esplorazioni del tedesco Heinrich Barth; questi, dopo aver attraversato il Sahara nel 1850, viaggiò per due anni tra il nord del paese, la sezione centrale del Niger, il lago Ciad e il fiume Benue, riuscendo a raggiungerne le sorgenti.
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