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Risultati di Windows Live® Search Codice di Hammurabi Raccolta di leggi risalenti al re di Babilonia Hammurabi. È il più antico codice di leggi conservatosi integralmente. Impresso su una stele di basalto risalente al 1780 a.C. circa e alta più di due metri, fu scoperto da un gruppo di archeologi francesi a Susa, in Iran (l’antico regno dell’Elam), nel 1902. La pietra, spezzatasi in tre parti, è ora ricomposta e conservata al Museo del Louvre a Parigi. L’origine divina della legge scritta è sottolineata da un bassorilievo nel quale Hammurabi è ritratto mentre riceve il codice dal dio Sole, Shamash, che a Babilonia era simbolo di giustizia. Il codice è redatto su colonne orizzontali di scrittura cuneiforme: sedici colonne da un lato della stele e ventotto dall’altro. Articolato in 28 paragrafi, non è un codice in senso stretto, ma un elenco di deroghe al diritto comune in vigore presso i babilonesi. Inizia con la disciplina del processo, cui seguono le leggi sul diritto di proprietà, sui prestiti, sui depositi, sulle obbligazioni, sulla proprietà domestica, sul diritto di famiglia. Nella parte che disciplina i danni alla persona sono previste sanzioni per i danni causati dall’errore dei medici durante gli interventi operatori, e per i danni causati da negligenza negli scambi commerciali. Nel codice sono inoltre fissate le tariffe per varie forme di servizi commerciali ed economici. Termina con la celebrazione delle grandi opere di pace compiute da Hammurabi che è stato chiamato dagli dei “a distruggere le forze del male e a far prevalere la giustizia sulla Terra”.
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