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Introduzione; Caratteristiche fisiche e colturali; Varietà e caratteristiche nutrizionali; Produzione; Classificazione scientifica
Orzo Nome comune delle piante erbacee classificate nel genere Hordeum della famiglia delle graminacee, originarie dei continenti asiatico e africano. L’orzo è una delle colture più antiche del mondo, coltivato fin da epoca preistorica per ricavare dai suoi chicchi (cariossidi) farine destinate all’alimentazione umana, foraggio per il bestiame e malto impiegato nella produzione di bevande alcoliche, prima fra tutte la birra. In ordine di importanza e per volumi prodotti, ancora oggi costituisce il quarto cereale coltivato al mondo, dopo il grano, il riso e il mais.
La pianta di orzo, alta fino a 1 m, è piuttosto simile a quella del grano. Le foglie sono ruvide su entrambe le pagine e presentano tra la guaina e la lamina un paio di piccole appendici chiamate orecchiette, avvolte intorno al fusto (culmo). Le spighette che costituiscono la spiga possono essere disposte su due, quattro o sei file; ciascuna di esse si prolunga in una lunga arista. Le cariossidi, di colore giallo, si assottigliano alle estremità. I tempi di semina sono variabili a seconda delle caratteristiche ambientali della zona di coltivazione; la temperatura idonea alla germinazione è simile a quella del grano. Alcune varietà rustiche particolarmente resistenti alla siccità riescono a colonizzare terreni marginali, mentre specie adattate ai suoli salmastri delle aree costiere sono in via di sviluppo in numerosi laboratori di ricerca. In virtù del suo ciclo vegetativo relativamente rapido (4 mesi), l’orzo può crescere anche in regioni a clima freddo: in Europa si trovano coltivazioni di orzo anche in Norvegia, a 70° di latitudine.
Le diverse varietà coltivate di orzo si possono suddividere in tre tipi, con caratteristiche qualitative differenti: quello con chicchi disposti su due file (detto distico), selezionato a partire dalla specie Hordeum distichum, su sei file (esastico, dalla specie Hordeum polystichum) o su file sovrapposte (tetrastico, dalla specie Hordeum irregulare). Come tutti i cereali, l’orzo contiene molti zuccheri: 100 g di farina d’orzo contengono 79,3 g di carboidrati, 10,6 g di proteine, 1,9 g di lipidi, per un apporto calorico complessivo di circa 357 kcal.
Nel 2003 la produzione mondiale di orzo fu di 153.635.640 tonnellate, con un incremento del 15% rispetto alla fine degli anni Ottanta; il produttore di gran lunga più importante è a tutt’oggi la Russia (17.407.006 tonnellate) che, insieme ai paesi europei, contribuisce per il 61% alla produzione mondiale. In Italia l’orzo si coltiva in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio; la produzione nazionale è stata, nel 2006, di 1.365.256 tonnellate.
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