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Risultati di Windows Live® Search Friedman, Milton (New York 1912 – San Francisco 2006), economista statunitense. Nato da una famiglia ebrea emigrata negli Stati Uniti dall’Europa orientale alla fine dell’Ottocento, compì gli studi presso la Rutgers University, trasferendosi poi all’Università di Chicago, uno degli ambienti accademici statunitensi più critici nei confronti delle teorie keynesiane. Ebbe le sue prime esperienze da economista collaborando con i programmi del New Deal e poi, tra il 1941 e il 1943, con il ministero del Tesoro. Nel 1946 entrò a far parte del dipartimento di economia dell’Università di Chicago, dove contribuì alla creazione di un gruppo di ricerca diventato in seguito famoso in tutto il mondo con il nome di “scuola di Chicago”. Strenuo sostenitore dell’applicazione di strategie monetariste in contrapposizione a quelle keynesiane, Friedman svolse un’intensa attività pubblicistica, rivolta sia a un pubblico specialistico (La metodologia dell’economia positiva, 1953; Riformulazione della teoria quantitativa, 1956; Una teoria della funzione di consumo, 1957; Storia monetaria degli Stati Uniti 1867-1960, scritto con Anna J. Schwartz nel 1963), sia a una più generale promozione dell’economia di mercato (Capitalismo e libertà, 1962; Liberi di scegliere, 1980, scritto con la moglie Rose). Le tesi di Friedman, che la comunità accademica e politica guardò a lungo con diffidenza, si affermarono a partire dal 1973, in seguito all’impennata inflazionistica provocata dagli sviluppi del cosiddetto “shock petrolifero” (in quell’anno, infatti, i paesi produttori di petrolio contingentarono la produzione per punire i paesi che avevano sostenuto Israele nella guerra del Kippur). Insignito nel 1976 del premio Nobel per l’economia per i “risultati ottenuti nel campo dell’analisi dei consumi, della storia e della teoria monetarie”, Friedman esercitò in seguito una fortissima influenza sul governo del Cile – che fu trasformato da Augusto Pinochet in un laboratorio per le più sfrenate ricette monetaristiche – ma soprattutto su Margareth Thatcher e Ronald Reagan, le cui risolute quanto controverse scelte di governo avrebbero determinato il forte ridimensionamento dello stato sociale e inaugurato la fase del neoliberismo, destinata a produrre profondissimi cambiamenti in tutto il mondo. Tra i principali alfieri della libertà di mercato, fu anche presidente della Mont Pelerin Society, fondata dall’economista austriaco Friedrich August von Hayek. Nel 1996 fondò con la moglie la Milton and Rose D. Friedman Foundation, per promuovere una riforma del sistema educativo statunitense improntata all’iniziativa privata.
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