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Risultati di Windows Live® Search Le Corbusier Pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret (La-Chaux-de-Fonds, Neuchâtel 1887 – Cap-Martin, Costa Azzurra 1965), architetto, urbanista, pittore e saggista francese, esercitò una grande influenza sullo sviluppo dell'architettura moderna. Figlio di un abilissimo incisore di orologi e di una musicista, compì gli studi all’Ecole d’Art della città natale, dapprima con l’obiettivo di diventare pittore, ma dedicandosi presto allo studio dell’architettura. Trasferitosi a Parigi, frequentò lo studio di Auguste Perret, e più tardi trascorse brevi periodi presso l'architetto austriaco Josef Hoffmann. Nel 1922, a Parigi, aprì uno studio in società con il cugino, l'ingegnere Pierre Jeanneret, adottando il cognome della madre, Le Corbusier. Durante l'apprendistato come architetto, fu attivo come pittore e saggista; i suoi dipinti, così come quelli di Amédée Ozenfant, vengono ascritti al filone del purismo, una delle molte filiazioni del cubismo. Nel 1920 fondò con Ozenfant la rivista 'L'Esprit nouveau', per la quale scrisse numerosi articoli che illustravano e sostenevano le sue teorie architettoniche; formulate tra il 1920 e il 1925, queste culminano nel concetto della casa ideale come 'macchina per abitare'. Essenzialmente funzionalista, Le Corbusier si staccò dal formalismo tradizionale per dedicarsi alla ricerca di uno stile consono al XX secolo, basato sui risultati raggiunti dall'ingegneria, sull'uso di nuovi materiali come cemento armato, lastre di vetro e prodotti sintetici, e sulla necessità di corrispondere alle esigenze contemporanee quali la pianificazione urbana e la progettazione di nuove strutture abitative. Le sue opere contribuirono a far sì che venisse accettato un genere di edifici privi di ornamento, il cui effetto estetico si affida alla semplicità delle forme e alla funzionalità. Fra i suoi lavori più famosi si annoverano il progetto per il Palazzo della Società delle Nazioni, a Ginevra (1927-28), premiato ma mai realizzato; la Villa Savoye a Poissy (1929-1931); il padiglione svizzero alla Cité Universitaire di Parigi (1931-32); un edificio contenente 360 alloggi chiamato Unité d'habitation a Marsiglia (1946-1952); la chiesa di Notre-Dame du Haut a Ronchamp (1950-1955); il Palazzo di giustizia (1952-1956) di Chandigarh, in Punjab, e parte del piano regolatore della città. Fu anche tra gli architetti incaricati di progettare edifici permanenti per le Nazioni Unite a New York. Fra gli scritti si citano Verso un'architettura (1923); La casa degli uomini (1942) e Quando le cattedrali erano bianche (1947).
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