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Il Partito comunista cinese (PCC), fondato nel 1921, è il più grande partito comunista del mondo, con circa 52 milioni di iscritti. Dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese è sempre stato l'unico partito legale. Già stretto alleato del PCUS, a partire dal 1960 ha innescato con il regime sovietico una violenta disputa ideologica. L'organismo sovrano del partito è il Congresso nazionale, che elegge il Politburo, il Comitato permanente del Politburo, il presidente e i vicepresidenti del Comitato centrale. Al Comitato centrale si collega una rete di comitati di partito a livello provinciale, di distretto speciale, municipale. Organizzazioni di base del partito sono attive nelle fabbriche, miniere, comuni popolari, scuole, caseggiati. Per evitare il ripetersi dell'instabilità politica che si ebbe alla morte di Mao Zedong o degli eccessi della rivoluzione culturale e per limitare il potere dei singoli leader, la Costituzione del 1982 ha stabilito che il massimo organo del potere statale in Cina è il Congresso nazionale del popolo. Esso esercita il potere attraverso il Comitato permanente, davanti al quale è responsabile il governo.
I partiti comunisti al potere in Asia, come il Partito comunista vietnamita, il Partito rivoluzionario del Laos e il Partito nordcoreano dei lavoratori, si sono allineati alla politica del PCUS o del PCC a seconda delle circostanze. Il Partai Kommunist Indonesia o PKI fu uno dei protagonisti della politica indonesiana fino alla sua brutale eliminazione nel 1965.
Fondato nel 1920, il Partito comunista francese fin dai primi anni Sessanta ha seguito una politica di alleanze elettorali con partiti di sinistra e di centro. Negli anni Settanta era il più grande partito francese, ma non ottenne mai la maggioranza dei voti; partecipò dal 1981 al 1984 a un governo di coalizione. Dal 1996 al 2002 ha partecipato con alcuni ministri al governo del leader socialista Lionel Jospin. Il suo organo ufficiale è “L'Humanité”.
Il Partito comunista italiano venne fondato nel 1921. Dichiarato fuori legge dal regime fascista, operò in clandestinità e fu tra le principali forze della Resistenza italiana contro i nazi-fascisti durante la seconda guerra mondiale. Sperimentò il potere a livello locale fin dagli anni Quaranta e, dagli anni Settanta, amministrò molti dei principali centri urbani, partecipando a giunte di coalizione; contribuì inoltre alla maggioranza dei governi di “solidarietà nazionale”, senza però ottenere incarichi di governo. Il suo organo ufficiale era “L’Unità”, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci che oggi continua le pubblicazioni in modo autonomo. Già promotore dell'eurocomunismo e di una presa di distanza dal comunismo sovietico, di fronte ai mutamenti degli anni Novanta in URSS e nell'Europa orientale, ha ridefinito il proprio programma politico e ha adottato una nuova denominazione: Partito democratico della sinistra. Parallelamente, un gruppo di minoranza ha dato vita a un altro partito, che si considera il proseguitore della tradizione comunista: il Partito della rifondazione comunista.
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