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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Il Portogallo è diviso in diciotto distretti amministrativi: Aveiro, Beja, Braga, Braganza, Castelo Branco, Coimbra, Évora, Faro, Guarda, Leiria, Lisbona, Portalegre, Porto, Santarém, Setúbal, Viana do Castelo, Vila Real e Viseu; gli arcipelaghi delle Azzorre e di Madeira costituiscono regioni autonome. Lisbona è la capitale e il principale centro del paese; altre città di rilievo sono Porto, celebre per il vino liquoroso a cui ha dato il nome e secondo porto della nazione dopo Lisbona; Coimbra, sede di un antico ateneo; Faro, la città più meridionale del paese; Setúbal, porto marittimo e centro industriale; Sintra, celebre località dichiarata Patrimonio dell’Umanità.
Nel XX secolo lo sviluppo economico portoghese è stato a lungo condizionato dall’isolamento del suo regime politico, la dittatura salazarista. Tra gli anni Sessanta e Settanta il paese sostenne peraltro un oneroso impegno militare nelle sue colonie africane (Angola, Mozambico, Capo Verde), che limitò le possibilità di riforma e sviluppo dell’economia nazionale. Crollata la dittatura, il paese è stato afflitto da un breve periodo di instabilità, cessato il quale ha avviato un’intensa fase di modernizzazione. Nel 2005 il prodotto interno lordo ammontava a 183.305 milioni di dollari USA, corrispondenti a 17.375,80 dollari USA pro capite. Secondo i dati Eurostat, nel febbraio del 2003 il tasso di disoccupazione del paese era pari al 6,3%.
Il settore agricolo occupa il 13% (2003) della popolazione attiva e contribuisce per il 2,9% alla formazione del PIL. Le coltivazioni maggiormente diffuse sono patate, pomodori, cereali e frumento; le diffuse colture della vite e dell’olivo fanno del Portogallo un importante produttore mondiale di vino (in particolare i vini liquorosi di Porto e di Madeira) e di olio di oliva. Rilevante è anche l’allevamento di bovini, ovini, suini e animali da cortile.
La presenza di estesi boschi, che coprono il 41,3% della superficie del paese, rappresenta una risorsa economica molto importante, basata soprattutto sulla produzione di sughero, di cui il Portogallo è uno dei maggiori produttori mondiali. Risorsa di rilievo è anche la pesca: il paese esporta ingenti quantità di sardine, merluzzi, tonno e acciughe che alimentano inoltre una fiorente e attrezzata industria conserviera.
L’abbondante portata d’acqua di fiumi e torrenti montani garantisce una buona fornitura di energia idroelettrica: il 35,1% dell’elettricità prodotta; il 59,9% viene prodotto da centrali termiche e il 5,1% da centrali geotermiche o solari. Il paese estrae dal sottosuolo consistenti quantità di pirite, rame, stagno, tungsteno, uranio e, in misura minore, oro, e argento.
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