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Portogallo

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Portogallo: bandiera e innoPortogallo: bandiera e inno
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7.10

La ribellione delle colonie

Negli anni Sessanta il Portogallo dovette affrontare la ribellione delle colonie d’oltremare (vedi Imperi coloniali). Nel 1961 l’India annetté Goa e in Africa la ribellione coinvolse l’Angola (1961), la Guinea Portoghese (1962) e il Mozambico (1964). Il governo reagì da un lato attraverso violente offensive militari, dall’altro cercando di contenere la ribellione con una serie di misure finalizzate a migliorare le condizioni politiche ed economiche delle colonie. Nel 1961 venne estesa la cittadinanza portoghese agli africani nelle colonie, ma incidenti e scontri continuarono fino all’inizio degli anni Settanta.

Alla metà degli anni Sessanta prestiti stranieri aiutarono a finanziare progetti per potenziare l’irrigazione e l’edilizia, e gradualmente si ebbe una discreta crescita economica. Sebbene le tensioni interne continuassero ad animare il paese, l’opposizione contro il regime di Salazar rimase sostanzialmente priva di coordinamento.

7.11

Il crollo della dittatura

Il 29 settembre 1968 Marcelo Caetano, professore di legge e uomo d’affari, sostituì Salazar, colpito da infarto, nel ruolo di primo ministro e continuò la politica repressiva del predecessore, specialmente in Africa. Ma i movimenti indipendentisti nelle colonie avevano ormai minato la stabilità politica ed economica del Portogallo. Caetano fu deposto da un movimento di ufficiali progressisti dell’esercito, il Movimento das Forças Armadas (MFA), che il 25 aprile 1974 abbatté in modo pressoché incruento la dittatura. Il movimento rivoluzionario, che portò alla conquista delle libertà civili e politiche, prese anche il nome di “rivoluzione dei garofani”.

Venne dunque insediata una giunta militare, presieduta da António de Spínola, con il compito di introdurre la democrazia in Portogallo e dare l’indipendenza alle colonie. Tra il 1974 e il 1975 la Guinea-Bissau, il Mozambico, le isole di Capo Verde, São Tomé e Príncipe, e l’Angola divennero indipendenti. Nel 1976 l’isola portoghese di Timor venne occupata dalle forze indonesiane.

7.12

Contrasti tra moderati e radicali

Il ritorno in Portogallo di soldati e di coloni provenienti dagli ex possedimenti aggravò l’instabilità politica ed economica. Il 30 settembre 1974 il governo di Spínola fu costretto a dimettersi, il generale Francisco da Costa Gomes divenne presidente e Vasco Gonçalves, nominato primo ministro in luglio, continuò a ricoprire la sua carica.

Nei primi mesi del 1975 l’MFA assunse un ruolo formale all’interno della compagine governativa. Il governo provvisorio approvò una legge che autorizzava la formazione di sindacati e varò riforme economiche e sociali, tra cui la nazionalizzazione di alcune industrie e delle attività bancarie, nonché l’espropriazione e la redistribuzione di ampi patrimoni fondiari. In marzo fu sventato un colpo di stato organizzato dalla destra di Spínola e le elezioni dell’aprile per un’Assemblea costituente videro l’affermazione del Partito socialista. Gonçalves formò un nuovo governo che si dimostrò tuttavia instabile. Dopo una serie di scontri fra socialisti e comunisti, l’MFA istituì un triumvirato formato da Costa Gomes, Gonçalves e dal generale Otelo de Carvalho. In settembre, Gonçalves venne sostituito nel ruolo di primo ministro dal viceammiraglio José de Azevedo.

7.13

Il Consiglio della rivoluzione

Nelle elezioni parlamentari dell’aprile 1976 i socialisti ebbero la maggioranza; il loro leader, Mario Soares, divenne primo ministro e, nel giugno, il generale António Ramalho Eanes fu eletto presidente. Nello stesso anno il paese si diede una nuova costituzione, che affidava il ruolo di garanzia delle conquiste sociali e politiche ottenute con la “rivoluzione dei garofani” a un Consiglio della rivoluzione.

Nei due anni successivi il paese si trovò a fronteggiare gravi problemi economici e, a metà del 1978, Soares si dimise. Le elezioni del 1979 furono vinte dai conservatori di Alleanza democratica, guidata da Francisco Manuel de Sá Carneiro, che assunse la carica di premier nel gennaio 1980, ma perse la vita in un incidente aereo nel dicembre dello stesso anno; gli succedette, nel gennaio 1981, Francisco Pinto Balsemão. Nel 1982 fu abolito il Consiglio della rivoluzione.

7.14

Coabitazione politica e ingresso nell’Unione Europea

Le elezioni legislative dell’aprile 1983 riportarono al potere Soares, che avviò i negoziati per l’ingresso del Portogallo nella Comunità Europea. Le elezioni anticipate del 1985 videro prevalere, seppur di misura, i socialdemocratici, che formarono un governo di minoranza guidato da Aníbal Cavaço Silva. Con la vittoria di Soares nelle presidenziali svoltesi nel 1986, si aprì in Portogallo un periodo di coabitazione che sarebbe durato un decennio. Nel 1986 il paese entrò a far parte della Comunità Europea. L’anno seguente firmò un accordo con la Repubblica popolare cinese per il trasferimento di Macao sotto l’autorità cinese a partire dal dicembre 1999.

Il 1991 vide sia la conferma del socialista Soares alla presidenza del paese, sia quella del governo socialdemocratico. La relativa armonia che aveva caratterizzato il primo periodo di coabitazione lasciò tuttavia il posto a un rapporto estremamente conflittuale tra le due istituzioni, mentre nel paese crebbe la protesta contro le risolute riforme neoliberiste avviate dai socialdemocratici. Tra i 1995 e il 1996 i socialisti si aggiudicarono sia le elezioni legislative, con António Guterres, sia quelle presidenziali con Jorge Sampaio.

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