Elementi correlati
Dati e statistiche
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Portogallo

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 9 di 9

Portogallo

Articolo
Multimedia
Portogallo: bandiera e innoPortogallo: bandiera e inno
Struttura articolo
7.15

L’alternanza tra socialisti e conservatori

Il nuovo governo socialista confermò gli impegni presi precedentemente dal Portogallo in materia di riforma economica e privatizzazioni, ma avviò anche una politica rivolta a una più equa redistribuzione del reddito.

Nel 1998 il Portogallo entrò nell’Unione monetaria europea. L’ingresso nella UME coincise con lo svolgimento dell’Esposizione universale a Lisbona, che richiamò circa otto milioni di visitatori e fu una grande occasione economica per il paese.

Nella primavera del 1999 la diplomazia portoghese programmò con quella indonesiana la delicata consultazione referendaria a Timor Orientale, che si svolse in agosto risolvendosi con la scelta indipendentista dell’ex colonia portoghese, occupata e annessa da Giacarta nel 1976. Nelle elezioni legislative di ottobre i socialisti si confermarono primo partito portoghese con il 44% dei voti. Nel dicembre seguente, dopo oltre quattro secoli di amministrazione coloniale, il Portogallo restituì Macao alla Cina.

Eletto nel novembre del 1999 alla presidenza dell’Internazionale socialista, nel primo semestre del 2000 il premier portoghese António Guterres svolse anche il turno di presidenza dell’Unione Europea, distaccandosi temporaneamente dalle vicende politiche interne, agitate dalla crisi dei due maggiori partiti, il Partito socialista e il Partito socialdemocratico. Quest’ultimo subì un’altra cocente sconfitta nelle elezioni presidenziali del gennaio 2001, che confermarono alla massima carica dello stato il socialista Jorge Sampaio. Nel corso dell’anno maturò tuttavia anche la crisi del Partito socialista. A dicembre, in seguito alla sconfitta del suo partito nelle elezioni amministrative, Guterres rassegnò le dimissioni da capo del governo. Le elezioni legislative del 17 marzo 2002 videro la vittoria (con il 40,1% dei suffragi) del Partito socialdemocratico di José Manuel Durão Barroso, che formò un governo di coalizione con i conservatori del Partito popolare. Grazie alla popolarità del suo nuovo leader, Ferro Rodrigues, il Partito socialista riuscì tuttavia a mitigare la sconfitta.

Tra le prime riforme volute da Barroso, quella relativa all’ordinamento del lavoro, che rendeva più facili i licenziamenti, provocò una massiccia ondata di scioperi, che non indusse tuttavia il governo a recedere. Alla fine del 2002 il paese fu scosso da un gravissimo scandalo, che vide implicati uomini politici, diplomatici, personaggi della televisione ed esponenti dell’alta società di Lisbona, accusati di aver abusato sessualmente, per trent’anni, dei bambini di un orfanotrofio pubblico (Casa Pia).

Nel 2003 il Portogallo fu il primo paese dell’Unione monetaria europea a entrare in recessione; dopo i brillanti risultati del decennio precedente, l’economia portoghese si avviò rapidamente verso un periodo di crisi, aggravata dalla diminuzione dei contributi europei per l’imminente allargamento dell’Unione Europea. Il governo portoghese si schierò con gli Stati Uniti nell’offensiva diplomatica contro l’Iraq di Saddam Hussein. Fu proprio Barroso a ospitare, in marzo, alle Azzorre, il summit in cui George W. Bush, Tony Blair e José María Aznar decisero l’attacco militare contro l’Iraq.

7.16

Sviluppi recenti

Le elezioni europee del giugno 2004 registrano una scarsissima affluenza; scarso è il risultato ottenuto dal Partito socialdemocratico (33,5% dei suffragi), che viene superato dal Partito socialista (44,5%). Candidato a succedere a Romano Prodi alla presidenza della Commissione Europea, Barroso lascia a luglio la guida del governo portoghese, affidandola al compagno di partito Pedro Miguel de Santana Lopes.

Il nuovo governo a guida socialdemocratica si dissolve dopo meno di cinque mesi agli inizi di dicembre. Le elezioni anticipate, che si svolgono nel febbraio 2005, assegnano al Partito socialista il 45,1% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento portoghese (121 su 230). Il Partito socialdemocratico subisce una forte flessione, conquistando solo il 28,7% dei voti e 75 seggi. Il nuovo governo, interamente socialista, è guidato dal leader del partito José Sócrates.

Nell’estate 2005 il Portogallo è sconvolto dagli incendi, che a causa di una straordinaria siccità spazzano ampie aree del paese.

La crisi politica del Partito socialista, già diviso a pochi mesi dall’insediamento del suo nuovo governo, favorisce la vittoria di Aníbal Cavaço Silva nelle elezioni presidenziali del gennaio 2006.

Nel febbraio 2007 la maggioranza degli elettori si esprime a favore dell’aborto in un referendum che tuttavia non ottiene il quorum.

Precedente
| | | | | | | |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft