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Eraclio

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Eraclio (575 ca. - 641), imperatore bizantino (610-641). Figlio dell'esarca d'Africa, Eraclio si impadronì del trono sconfiggendo l'imperatore Foca (che regnava dal 602). Nei primi anni di regno, l'impero fu attaccato dalla popolazione mongolica degli avari e dai persiani; nel 622 Eraclio si accordò con i primi per una tregua e intraprese una serie di guerre contro i secondi, riuscendo a sconfiggerli e a cacciarli dall'Asia Minore, dall'Egitto e dalla Siria, incalzandoli fin nel cuore del loro territorio (628). Nel 626 gli avari ruppero la tregua, ma furono respinti verso l'Europa centrale. Rientrato a Costantinopoli, Eraclio volle rinsaldare anche dal punto di vista religioso l'unità dell'impero conquistata militarmente; con l'aiuto dei patriarchi Sergio di Costantinopoli e Ciro di Alessandria, elaborò un compromesso religioso detto monotelismo, che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto favorire la riunione dei cristiani monofisiti con gli ortodossi. Nel 630, mosso dagli stessi propositi, strappò ai persiani il santo legno della Croce, riportandolo in trionfo a Gerusalemme.

A Eraclio si deve l'istituzione dei 'temi', distretti militari costituiti provvisoriamente nei territori appena conquistati e affidati a comandanti militari: ciascun soldato riceveva un appezzamento di terreno, dal quale doveva trarre il proprio sostentamento e ricavare il necessario per acquistare le armi; sui distretti, i comandanti esercitavano anche poteri civili. I successi militari di Eraclio e le riforme in campo amministrativo probabilmente rafforzarono l'impero, ma le frequenti guerre e le controversie religiose lo resero incapace di resistere alla nuova minaccia degli arabi; prima della fine del suo regno, l'imperatore dovette cedere loro la Siria, la Palestina e l'Egitto.

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