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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Le isole filippine furono inizialmente abitate da negritos e da genti indonesiane, e poi da malesi, che portarono nell’arcipelago utensili di ferro e tecniche per la lavorazione del vetro, la tintura e la tessitura.
Dalla mescolanza delle diverse culture iniziò a formarsi nel V secolo d.C. la civiltà filippina. Gli scambi commerciali con India, Cina e Medio Oriente influenzarono notevolmente la vita economica e sociale: si crearono diverse attività di base (estrazione mineraria, metallurgia, silvicoltura) e vennero introdotti oro e monete come mezzi di scambio. Nel XII secolo il Regno di Srivijaya (Sumatra) estese la sua influenza fino alle Filippine. A partire dal XIII secolo ebbe inizio la diffusione dell’Islam nella parte meridionale dell’arcipelago e si consolidarono le relazioni tributarie, commerciali e diplomatiche che la Cina, governata dalla dinastia Ming, mantenne con le Filippine per tutto il XV secolo.
Dagli europei le isole furono raggiunte per la prima volta nel marzo del 1521: durante il tentativo di circumnavigazione della terra Ferdinando Magellano, navigatore portoghese al servizio della Spagna, sbarcò nelle Filippine e tentò di imporre la sovranità spagnola e la religione cristiana, ma nell’aprile dello stesso anno venne ucciso da Lapu-Lapu, capotribù dell’isola di Mactan (nei pressi di Cebu). Il Portogallo, che già possedeva le vicine Molucche, contestò la rivendicazione spagnola delle isole, facendo appello al trattato di Tordesillas del 1494, secondo il quale l’emisfero orientale era riservato alla colonizzazione portoghese. Tuttavia, nel 1542, una spedizione spagnola guidata da Legazpi riaffermò i diritti della Spagna sulle isole, chiamandole Filippine in onore dell’erede al trono, il futuro re Filippo II. Subito dopo la spedizione di Legazpi giunsero nella regione religiosi cattolici: agostiniani, domenicani, francescani e gesuiti convertirono rapidamente la popolazione, impaurita e al tempo stesso affascinata dallo splendore delle cerimonie rituali. L’opera dei missionari fortificò il dominio della corona spagnola; gli ordini monastici si assicurarono il possesso di vaste estensioni di territorio e influenzarono gli aspetti religiosi, sociali e culturali di una popolazione molto composita per etnia e cultura.
Alla fine del XVI secolo altre nazioni europee tentarono di stabilire possedimenti nelle Filippine. Navigatori inglesi, tra cui Francis Drake, nel 1579 attaccarono ripetutamente le navi spagnole e gli olandesi, che cominciavano ad assumere un rilevante ruolo imperialistico in Oriente, saccheggiarono non solo i vascelli mercantili spagnoli, ma anche quelli cinesi, portoghesi e giapponesi, compiendo ripetute incursioni nelle isole. Gli attacchi olandesi cessarono gradualmente dopo il 1662, quando i Paesi Bassi occuparono le ricche Molucche. Dopo la guerra messicana d’indipendenza, che liberò il Messico dal dominio spagnolo nel 1821, le Filippine furono poste sotto il diretto controllo amministrativo di Madrid; l’arcipelago, in cui non erano ancora nati movimenti nazionalisti, rimase relativamente tranquillo fino alla fine del XIX secolo.
Contro l’autorità spagnola nel 1892 nacquero diverse società segrete, tra cui la Lega filippina, fondata nel 1891 da José Rizal. Nonostante la sua politica moderata, Rizal fu condannato a morte dagli spagnoli nel 1896 e divenne il martire simbolo della nazione. Di segno opposto fu invece la Katipunan (in tagalog 'associazione'), fondata per raggiungere una completa indipendenza attraverso l’aperta ribellione. Non potendo più mantenere segreta la propria attività, la Katipunan diede inizio agli scontri armati contro le autorità spagnole il 26 agosto 1896. Guidati da Emilio Aguinaldo, gli insorti riuscirono dapprima a ottenere qualche successo, ma all’inizio del 1897 le truppe di rinforzo inviate dalla Spagna costrinsero Aguinaldo a scendere a patti con il governatore generale e ad accettare il patto di Biac-na-bató, che imponeva il ritiro dei leader filippini dalle isole in cambio di riforme da attuarsi nei tre anni successivi. Aguinaldo si rifugiò a Hong Kong con i suoi alleati, ma le vicende interne furono poste in secondo piano a causa dell’inizio della guerra ispano-americana (21 aprile 1898). Il 1° maggio dello stesso anno la marina degli Stati Uniti attaccò e distrusse le unità navali spagnole, ancorate nella baia di Manila.
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