Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Animale, scelti dalla redazione di Encarta
Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Animale

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 9 di 9

Animale

Articolo
Multimedia
ArtropodiArtropodi
Struttura articolo
12.3

Phylum emicordati

Il phylum emicordati comprende animali marini semplici, vermiformi, vicini ai cordati per alcune caratteristiche: tracce di una probabile notocorda, un cordone nervoso dorsale, e un sistema di fessure branchiali. Le larve, invece, indicano un legame con gli echinodermi. Il phylum conta 230 specie.

12.4

Phylum cordati

Il phylum cordati comprende i vertebrati e alcuni invertebrati a essi correlati. Sono caratterizzati dalla presenza, in almeno uno stadio vitale, della notocorda: un cordone rigido, posto dorsalmente all’intestino.

I cordati invertebrati sono divisi nei due subphyla dei tunicati e dei cefalocordati. I tunicati comprendono le ascidie; allo stadio larvale presentano la notocorda e sono liberamente natanti, mentre da adulti vivono aderendo a un substrato e si nutrono filtrando le particelle alimentari attraverso le fessure branchiali. Sono tutti marini e ne esistono circa 2000 specie. I cefalocordati comprendono, invece, l’anfiosso e assomigliano a pesci semplificati; vivono in mare e sono anch’essi animali filtratori. Ve ne sono circa 25 specie.

I rimanenti cordati, appartenenti al subphylum dei vertebrati, comprendono 41.000 specie, di cui la metà sono pesci. Nei vertebrati la notocorda, presente a livello embrionale, allo stadio adulto viene sostituita dalla colonna vertebrale. Nonostante il suo grande successo evolutivo, questo gruppo viene superato, nel numero delle specie, dagli artropodi e dai molluschi.

Generalmente si riconoscono sette classi di cordati: agnati, condroitti, osteitti, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. Tre di queste, gli agnati, i condroitti e gli osteitti, sono classi di pesci. Gli anfibi comprendono forme semiacquatiche come le salamandre, le rane e i rospi. La classe dei rettili è la meglio adattata alla vita sulla terraferma e comprende tartarughe, lucertole e coccodrilli. La classe degli uccelli è particolarmente interessante per l’evoluzione degli adattamenti al volo. La classe dei mammiferi è caratterizzata dalla presenza di peli e di ghiandole mammarie che secernono il latte. Queste ultime due classi sono le uniche nel regno animale capaci di mantenere una temperatura corporea costante rispetto alla temperatura esterna: per tale motivo sono detti animali omeotermi (vedi Omeostasi).

13

Gli animali nell’ecosistema

Grazie ai loro differenziamenti, gli animali sono in grado di occupare numerose nicchie ecologiche, caratterizzate da risorse alimentari anche molto diverse (vedi Ecologia). Gli animali erbivori formano un anello fondamentale della catena alimentare, in quanto vengono mangiati dai carnivori, che a loro volta costituiscono l’alimento di base per altri carnivori. Altri animali sono, invece, parassiti, saprofiti o si nutrono di sedimenti. Per la ricerca e l’ingestione del cibo, molti animali presentano adattamenti particolari, come recettori sensoriali e strutture masticatorie (ad esempio, i denti). La dieta degli animali può essere in certi casi estremamente varia, in altri molto specifica.

Gli animali competono fra loro quando vi è scarsità di risorse, quali il cibo e lo spazio vitale. Le interazioni esistenti tra prede e predatori influenzano l’evoluzione parallela di entrambe queste componenti dell’ecosistema; in altre parole, l’evoluzione della preda avviene in parallelo a quella dei predatori. Talvolta tra gli animali si instaurano rapporti di interazione molto stretti, in cui vengono mantenuti equilibri sottili. Alcuni parassiti, ad esempio, danneggiano i propri ospiti, senza tuttavia arrivare a ucciderli; esistono, inoltre, animali che vivono in simbiosi mutualistiche con altri organismi, in condizioni di sostanziale condivisione delle risorse. Anche tra piante e animali si possono instaurare rapporti di cooperazione, dal momento che le piante forniscono il nutrimento a molti animali, mentre questi ultimi possono favorire l’impollinazione o la dispersione dei semi.

Gli animali sopravvivono e si riproducono grazie a una grande varietà di strategie. Generalmente la riproduzione è copiosa quando l’ecosistema è ricco di sostanze nutritive; quando vi è, invece, grande competizione per il cibo, gli animali tendono a utilizzare le risorse in modo più parsimonioso e ad avere cura dei piccoli per un periodo di tempo più lungo. Quando l’ecosistema è stabile, come ai tropici, la competizione porta a cicli vitali complessi e ad adattamenti complicati, sia nel corpo, sia nel comportamento (vedi Etologia).

Lo spostamento da un posto a un altro è una strategia comune a molti animali per cercare nuove fonti di cibo, evitare i predatori e riprodursi più efficacemente. Grazie ai comportamenti migratori gli uccelli e altri animali riescono a nutrirsi e a riprodursi nella stagione in cui il cibo è più abbondante. Gli spostamenti degli animali sono motivati dalla presenza di cibo, e limitati da fattori quali le caratteristiche del territorio le singole capacità di locomozione. Ciascun habitat è caratterizzato da una fauna specifica (vedi Zoogeografia).

14

Gli animali nella comunità umana

Dalla sua comparsa sulla Terra, l’uomo è sempre vissuto in stretta associazione con gli altri animali. L’uomo primitivo era, infatti, essenzialmente un cacciatore-raccoglitore che dipendeva dalle altre forme di vita animale per procurarsi cibo e vestiti. La vita degli animali non costituiva, però, soltanto un mezzo di sostentamento: in essi gli uomini primitivi trovavano, infatti, anche una forma di piacere estetico e di forza spirituale, di cui sono prova i notevoli dipinti delle popolazioni del Paleolitico, rinvenuti nella Grotta di Lascaux, nella Francia meridionale.

Tutte le società umane presentano tracce di queste profonde relazioni. Il richiamo estetico degli animali è evidente nei mosaici e negli affreschi dell’antico Egitto e di tutto il mondo classico, nelle pitture dei maestri del Rinascimento e in innumerevoli opere artistiche più recenti. Il rapporto dell’uomo con gli animali si riflette, inoltre, nel folclore, nelle favole e nelle storie per bambini che hanno come protagonisti numerosi animali antropomorfizzati.

Oggi l’uomo utilizza ancora gli animali per gran parte della propria alimentazione. Gli animali vengono allevati, oppure cacciati, nel caso si trovino allo stato selvatico. Il grande sfruttamento indiscriminato di queste risorse ha, tuttavia, ridotto enormemente la varietà degli organismi viventi in numerosi habitat, contribuendo ad aumentare il numero delle specie in estinzione. Con la trasformazione dell’uomo da cacciatore ad agricoltore, cambiarono anche le relazioni tra gli uomini e gli animali (vedi Agricoltura; Animali domestici; Bovini domestici). Vennero, ad esempio, sterminati gli animali che predavano le mandrie o distruggevano i raccolti; inoltre, le modificazioni introdotte nel paesaggio dalle nuove pratiche agricole fecero scomparire l’habitat di molte specie animali e vegetali. Quando, invece, gli uomini iniziarono a dare vita ai primi grandi insediamenti urbani, si moltiplicarono specie come i ratti, che vivono dei rifiuti dell’uomo e sono pericolosi veicoli di malattie.

Al benessere dell’uomo, oltre agli animali da allevamento, hanno contribuito anche tutti gli animali utilizzati dalla ricerca medica per sviluppare farmaci e combattere le malattie (vedi Vivisezione). Nella continua espansione delle attività dell’uomo sulla Terra, gli ambienti e gli habitat di molti animali vengono sempre più ridotti (vedi Estinzione).

Precedente
| | | | | | | |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft