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Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Foglia Organo delle piante tracheofite che, insieme al fusto e alla radice, costituisce un elemento fondamentale dell’organizzazione strutturale di questi vegetali. La foglia si inserisce sul fusto o sul ramo; è coinvolta in numerose funzioni vegetali, quali la fotosintesi, la respirazione cellulare e la fotorespirazione, la traspirazione e la guttazione. È anche la sede di elaborazione di alcuni ormoni, necessari alla regolazione del metabolismo e della crescita delle foglie stesse o di altri organi della pianta.
Per descrivere la struttura anatomica di una foglia ci si può riferire alle foglie delle angiosperme latifoglie, come la maggior parte degli alberi tipici dei boschi dei climi temperati (quercia, acero, tiglio ecc.), e degli arbusti da fiore comuni nei nostri giardini (rosa, forsizia, lillà ecc.). Queste foglie sono formate da una superficie appiattita ed espansa, che prende il nome di lamina o lembo, e da un sottile prolungamento, il picciolo, che ne permette l’inserzione sul fusto o sui rami della pianta. L’esame al microscopio ottico di una sezione trasversale rivela una caratteristica stratificazione di tessuti vegetali. Sulla superficie esterna (pagina) superiore e inferiore vi sono uno o più strati di cellule strettamente addossate le une alle altre, che costituiscono l’epidermide. Le cellule epidermiche verso l’esterno sono rivestite da una cuticola di materiale ceroso, la cutina, che le rende impermeabili all’acqua; inoltre, possono essere dotate di sottili prolungamenti, i tricomi o peli, che hanno la funzione di limitare la dispersione di calore o di vapore acqueo, e si riscontrano tipicamente nelle foglie delle piante che vivono in climi rigidi (come la stella alpina) e nelle regioni calde (come l’oleandro). Tra le due pagine (inferiore e superiore) della foglia vi è un parenchima che prende il nome di mesofillo. Verso la pagina superiore, il mesofillo è formato dal parenchima a palizzata, ovvero da cellule allungate in senso verticale e piuttosto vicine fra loro, assai ricche di cloroplasti. Verso la pagina inferiore della foglia vi è invece il parenchima lacunoso, composto da cellule tondeggianti separate da ampi spazi intercellulari. Nello spessore del mesofillo si trovano i fasci conduttori, i cui elementi xilematici e floematici mediano il trasporto della linfa tra il tessuto fogliare e la pianta. I fasci conduttori sono visibili a occhio nudo nella lamina di una foglia, in cui decorrono formando le nervature.
Tra le cellule dell’epidermide si riconoscono particolari strutture, gli stomi, particolarmente abbondanti soprattutto sulla faccia inferiore delle foglie. Gli stomi sono aperture delimitate da due cellule di guardia, capaci di chiudersi e aprirsi e di permettere lo scambio dei gas (CO2 e O2) tra la pianta e l’ambiente esterno, durante i processi di fotosintesi, respirazione cellulare e fotorespirazione. A livello degli stomi avviene anche la traspirazione, fenomeno mediante il quale la pianta perde vapore acqueo, fondamentale per la risalita della linfa lungo tutta la pianta (vedi Tensione-coesione-adesione). Nelle piante xerofite, adattate agli ambienti secchi, gli stomi si trovano in porzioni introflesse della pagina inferiore, le cripte; ciò permette di ridurre al minimo le perdite di acqua per traspirazione, quando gli stomi si aprono per fare entrare l’anidride carbonica necessaria alla fotosintesi.
Lungo i margini del lembo fogliare si trovano gli idatodi, speciali aperture attraverso le quali avviene il fenomeno della guttazione, ovvero la fuoriuscita di goccioline d’acqua. Gli idatodi si trovano in corrispondenza di alcune piccole tracheidi periferiche (cioè elementi dello xilema), e sono formati da aggregati di cellule parenchimatiche a parete sottile (epitemi), tra loro separate da ampi spazi intercellulari.
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