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Le foglie prive di picciolo sono dette sèssili. La maggior parte delle dicotiledoni possiedono foglie con picciolo. Nel punto in cui il picciolo si inserisce sul ramo o sul fusto, possono esservi espansioni appiattite, le stipole, assi evidenti, ad esempio, nelle rose. Nella maggior parte delle monocotiledoni, invece, le foglie ne sono prive, e si attaccano alla pianta mediante una larga guaina appiattita che si avvolge attorno al fusto; tra la superficie interna della guaina e il fusto vi è presente una sorta di membrana che prende il nome di ligula.
La disposizione delle foglie lungo il fusto, detta fillotassi, può variare notevolmente da specie a specie. Le modalità più diffuse sono quelle in cui le foglie sono inserite singolarmente sul caule, in modo alternato o a spirale, oppure in modo opposto, vale a dire a due per nodo, una opposta all’altra; quando le coppie di foglie sono disposte sul fusto ad angolo retto le une rispetto alle altre, come nella menta, le foglie si dicono decussate. Quando più di due foglie sono inserite sul fusto in corrispondenza di un unico nodo, si dicono verticillate.
La struttura e la forma della maggior parte delle foglie si adattano perfettamente alle particolari condizioni ambientali in cui crescono; per questo motivo, in genere quelle delle piante diffuse nei climi temperati differiscono notevolmente da quelle che crescono in climi tropicali, freddi o aridi. La tipologia più diffusa è quella delle foglie costituite da ampie lamine sottili, che consentono l'esposizione della più ampia superficie possibile alla luce del sole. Le foglie delle conifere, al contrario, nel tempo si sono trasformate in aghi sottili per adattarsi alla vita nelle regioni fredde, riducendo al minimo la superficie esposta ai gelidi venti secchi provenienti da nord; gli aghi delle conifere hanno una o due nervature inserite nel mezzo di una struttura di supporto coriacea e resistente, avvolta da una spessa parete esterna notevolmente cutinizzata. Le piante che crescono nelle regioni aride, come l'aloe e l’agave, hanno invece foglie carnose in grado di trattenere al proprio interno grandi quantità d'acqua, rivestite di una cuticola coriacea, che riduce al minimo l’evaporazione. Le foglie di molte piante tropicali, inoltre, presentano una particolare conformazione che consente all'acqua in eccesso di sgocciolare via dall'apice.
Molti degli organi delle piante, come i petali, le brattee, i viticci o le spine, sono il risultato di un lungo processo evolutivo che trasformato alcune foglie delle piante primitive; lo conferma il fatto che nelle prime fasi dello sviluppo di questi organi, essi mostrano una struttura tipicamente fogliare. I cotiledoni, ad esempio, sono organi embrionali presenti nel seme simili a piccole foglie, che fungono da organi fotosintetici o di riserva per la pianta nelle prime fasi dello sviluppo. Altri esempi di foglie modificate sono le perule che rivestono e proteggono le giovani gemme, i viticci di molte piante rampicanti e le spine di specie come la robinia e i cactus. Le vistose brattee che circondano le infiorescenze di alcune piante, come quelle del Cornus e della stella di Natale, vengono spesso scambiate per petali, anche se in realtà sono vere e proprie foglie in grado di svolgere le normali funzioni fotosintetiche. Anche i sepali, i petali, gli stami e i carpelli dei fiori sono considerati foglie modificate a fini riproduttivi.
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