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Narcotici Analgesici estremamente potenti, che agiscono deprimendo il sistema nervoso centrale. Tra i più comuni vi sono gli alcaloidi dell'oppio, estratti dal papavero, e gli analoghi sintetici di queste sostanze, chiamati oppioidi. Il più importante costituente dell'oppio, nonché prototipo di tutti gli analgesici narcotici, è la morfina. Altri narcotici in uso sono la petidina, la codeina e il propossifene; l'eroina, sintetizzata dalla morfina, è anch'essa un narcotico molto potente, il cui uso è proibito dalle leggi di molti paesi. Alcuni tra i più recenti oppioidi di sintesi sono da 1000 a 10.000 volte più potenti della morfina.
La caratteristica principale dei narcotici consiste nell'alterazione della percezione e della reazione al dolore. Nonostante ad alte dosi abbiano anche proprietà sedative, sono altamente controindicati per il trattamento di forme, come ad esempio l'insonnia, che necessitano di sedazione. Lo specifico meccanismo d'azione dei narcotici non è ancora stato compreso pienamente. Secondo ricerche recenti alcune regioni del cervello e del midollo spinale, dove si ritiene si trovino i centri del dolore, sembrano avere un'affinità particolare per gli oppiacei. Sono stati, inoltre, isolati alcuni composti, chiamati oppioidi endogeni, che vengono prodotti dall'organismo per ridurre il dolore e che mostrano affinità funzionali con gli oppiacei estratti dal papavero; tra di essi i più noti sono le endorfine e le encefaline.
Oltre ad avere proprietà antidolorifiche, gli analgesici narcotici sono anche stupefacenti, cioè provocano una profonda sensazione di benessere, in parte responsabile della dipendenza psicologica e dell'abuso di queste sostanze. Infatti, in modo simile a ciò che accade con i barbiturici e l'alcol, i narcotici assunti continuativamente in grosse quantità inducono assuefazione, sia fisica che psicologica, per cui per ottenere lo stesso effetto il corpo richiede dosi sempre più elevate. Queste caratteristiche rendono estremamente difficile l'impiego dei narcotici in medicina e hanno condotto a una regolamentazione molto severa delle prescrizioni e della vendita di questa classe di farmaci. Ciò nonostante, il numero di abusi resta elevato. La scoperta di una classe di farmaci antagonisti degli oppiacei ha reso possibile il trattamento rapido ed efficace delle intossicazioni prodotte da overdose di queste sostanze; il farmaco più comunemente usato a questi scopi è il naloxone. Recentemente sono stati sviluppati alcuni composti di sintesi (pentazocina, butorfanolo e nalbufina), dotati di proprietà analgesiche simili a quelle degli oppiacei, ma privi degli effetti stupefacenti o di assuefazione e dunque del potenziale di abuso della morfina. Vedi anche Tossicodipendenza.
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