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Paralisi cerebrale infantile Patologia comprendente diversi disturbi del sistema nervoso, che colpisce al momento della nascita circa lo 0,1-0,2% dei neonati; la percentuale dei soggetti colpiti sale nel caso dei prematuri e dei bambini nati a termine ma sottopeso. La paralisi può svilupparsi nel periodo della vita intrauterina, a causa di difetti di sviluppo del cervello, o di infezioni come la toxoplasmosi o la rosolia, che colpiscono la madre nei primi tre mesi di gravidanza; oppure può instaurarsi al momento della nascita, a causa di traumi o difetti di ossigenazione del nascituro durante il parto. Casi di paralisi cerebrale si sono riscontrati, dopo la nascita, come complicazione dell’encefalite.
Le paralisi cerebrali infantili, a seconda del danno cerebrale presente, assumono espressioni cliniche diverse e si possono distinguere in: spastiche, atetoidi, atassiche e miste. Le sindromi spastiche si manifestano con contratture dei muscoli degli arti e rappresentano all'incirca il 70% dei casi; le forme più comuni sono l'emiplegia, che interessa metà del corpo, e la diplegia, che è invece bilaterale. Nei bambini colpiti in modo non grave, è possibile che l'affezione sia visibile solo durante attività particolarmente impegnative, come ad esempio la corsa. Le sindromi atetoidi costituiscono all'incirca il 20% delle paralisi cerebrali e si manifestano con movimenti involontari, lenti e disarmonici, delle estremità e talvolta anche del tronco; in certi casi, ai movimenti si associano spasmi simili a quelli provocati dalla còrea. Tutte queste manifestazioni peggiorano in condizioni di tensione emotiva. Le sindromi atassiche sono piuttosto rare (circa il 10% dei casi) e comportano problemi di equilibrio e di coordinazione muscolare. Le paralisi cerebrali miste, oltre ai sintomi delle altre forme, possono comprendere difetti della vista, convulsioni e ritardo mentale.
Solitamente l'entità del danno cerebrale non può essere valutata completamente prima del compimento dei due anni d'età. Le terapie della paralisi cerebrale infantile, che mirano a fare acquisire ai pazienti il massimo controllo possibile sulla loro muscolatura, possono comprendere la fisioterapia, la terapia occupazionale, l'uso di apparecchi ortopedici e di congegni meccanici, la chirurgia ortopedica e la logopedia (che si occupa del trattamento dei difetti del linguaggio). Da una terapia adeguata gli individui affetti da paralisi cerebrale possono trarre grandi benefici, e possono quindi condurre una vita pressoché normale: ciò vale almeno per i casi trattati precocemente. Per tale motivo risulta di grande importanza sottoporre i bambini a visite preventive, che permettano una diagnosi tempestiva.
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