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Introduzione; Le origini; Il musical moderno; Il secondo dopoguerra; Opera-rock e dintorni; Il musical in Italia; Il musical cinematografico
Musical Spettacolo teatrale in cui la parte recitata è integrata da canzoni e cori, interludi strumentali e numeri di danza. Il genere si sviluppò negli Stati Uniti, soprattutto nei teatri di Broadway, a New York, nella prima metà del Novecento. Deriva da una varietà di generi teatrali sviluppatisi nel corso del secolo precedente, come l’operetta, l’opéra comique, la pantomima, il minstrel show, il vaudeville e il burlesque. Il termine indica anche il genere cinematografico direttamente derivato dalla commedia musicale delle scene di Broadway e sviluppatosi nei primi decenni del XX secolo.
Verso la fine dell’Ottocento, negli Stati Uniti le operette viennesi (di Johann Strauss junior e Franz Lehár), inglesi (di Arthur Sullivan) e francesi (di Jacques Offenbach) godevano di una grande popolarità presso il pubblico delle città della costa orientale; ricca era anche la produzione di riviste, rappresentazioni dalla trama molto esile, costituite da una successione di canzoni, danze e scenette comiche. Una compagnia newyorkese, quella di Joe Weber e Lew Fields, iniziò a inserire nelle sue riviste un filo conduttore che collegava i vari numeri. L’innovazione ebbe successo e diede l’avvio ai musical di George M. Cohan, produttore, autore, attore e compositore; il primo dei suoi spettacoli andò in scena nel 1901. Negli anni che precedettero la prima guerra mondiale, diversi giovani autori europei di operette, come Victor Herbert e Rudolf Friml, emigrarono negli Stati Uniti. Le loro produzioni sono rappresentative del nuovo genere, l’operetta americana, le cui caratteristiche – musica semplice, libretto elementare e canzoni orecchiabili – riscuoteranno in seguito un grande successo di pubblico. Essi inaugurarono inoltre una consuetudine che avrebbe fatto scuola all’interno del genere, con dialoghi (il “book”) e testi delle canzoni (le “lyrics”) scritti da due diversi autori.
Nel 1914 il compositore Jerome Kern iniziò a produrre una serie di spettacoli nei quali tutti gli elementi di un musical erano integrati in un unico tessuto. A differenza dell’operetta, la cui vicenda spesso si svolgeva in un mondo immaginario, i musical di Kern avevano un’ambientazione realistica e s’ispiravano a vicende contemporanee. Nel 1927 Kern realizzò la musica per Show Boat, forse il primo musical valido anche dal punto di vista del libretto. La storia era tratta da un romanzo di successo, secondo un uso che si sarebbe consolidato nei musical del secondo dopoguerra. Gradualmente, la vecchia formula mutò: i libretti vennero semplificati, le canzoni si fecero più sofisticate e venne aggiunta una musica a fare da sfondo ai dialoghi e all’azione. I compositori introdussero inoltre nuovi elementi provenienti dal jazz e dal blues, mentre i cantanti iniziarono a prestare maggiore attenzione alla tecnica di scena. Nel 1932, Of Thee I Sing fu il primo musical a ottenere un premio Pulitzer per il teatro. Nell’opera gli autori, i fratelli Ira e George Gershwin, mettevano in scena un’intelligente satira della situazione politica contemporanea. Un’altra coppia, Richard Rodgers e Lorenz Hart, scrisse nel 1940 Pal Joey, uno spettacolo che mostrava molti elementi che sarebbero in seguito entrati nella struttura base del genere, come, ad esempio, una serie di personaggi fortemente caratterizzati e legati tra loro da storie dall’intreccio geometrico. Insieme a Oscar Hammerstein II, Rodgers produsse Oklahoma! (1943), un musical nel quale, per la prima volta, i balletti non fungevano da mero contorno, ma erano considerati parte integrante della vicenda. Il genere si arricchì allora di una particolare figura, quella del coreografo-regista, che avrebbe influito in maniera determinante sulla forma e sulla sostanza del musical americano.
Quando il genere s’impose, il pubblico iniziò a pretendere con sempre maggiore frequenza innovazioni al suo interno, aspettative che non vennero certo disattese, grazie alla fantasia e all’intelligenza degli autori. Nel 1949, Cole Porter, da anni autore di eccellenti canzoni, scrisse finalmente un musical con dialoghi di livello adeguato: Kiss Me Kate. Rodgers e Hammerstein, dopo Oklahoma!, presentarono Carousel (1945) e South Pacific (1949). Irving Berlin, che scriveva canzoni di successo fin dal 1911, produsse il popolare, anche se un po’ antiquato, Annie Get Your Gun (1946). Frank Loesser creò testo e musica di Guys and Dolls (1950), e Frederick Loewe e Alan Jay Lerner scrissero il testo di My Fair Lady (1956), tratto dal Pigmalione di Shaw, e più tardi Camelot (1960). Negli anni Cinquanta giunsero alla celebrità diversi compositori di musical, tra cui Leonard Bernstein, che scrisse la musica per West Side Story (1957). Adattamento moderno dello shakespeariano Romeo e Giulietta, questo musical fortemente orchestrato e ampiamente centrato sulla danza (su coreografie di Jerome Robbins) esercitò un’influenza decisiva sul genere e ottenne un enorme successo anche nella successiva versione cinematografica. Compositore di rilievo fu inoltre Jule Styne, autore delle musiche di Bells Are Ringing (1956) e di Gypsy (1959). Negli anni Sessanta e Settanta la collaborazione tra John Kander e Fred Ebb produsse Cabaret (1966); quella tra Sheldon Harnick e Jerry Bock Fiddler on the Roof (1964); Stephen Sondheim, che aveva scritto i testi delle canzoni di West Side Story e di Gypsy, compose la musica per tutta una serie di musical tra il 1970 e il 1979.
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