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Stato

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Introduzione

Stato Organizzazione politica e giuridica di una collettività su un dato territorio. Caratteristica distintiva dello Stato moderno è la sovranità, ossia il riconoscimento, sia all’interno sia da parte degli altri Stati, di un potere che non ha sopra di sé nessun altro potere. La forma di governo e i rapporti tra i poteri dello Stato sono fissati da una legge fondamentale detta Costituzione. Lo Stato moderno predispone inoltre le leggi alle quali la collettività deve conformarsi e ne sorveglia il rispetto al fine di garantire la sicurezza dei cittadini, dotandosi di assemblee legislative, tribunali e polizia, nonché di forze armate per difendersi da minacce esterne.

Uno Stato si compone di tre elementi: un territorio, una popolazione e un governo.

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Nascita dello Stato moderno

Il concetto di Stato qual è modernamente inteso non esiste nel pensiero filosofico e politico greco né in quello romano; in entrambi, piuttosto, sono presenti – con l’idea di polis e di res publica – elementi sociali e amministrativi intesi, genericamente, in senso democratico, dove i protagonisti sono ancora i cittadini.

Lo Stato come struttura rigidamente gerarchizzata, con un sovrano a regnare sui sudditi, che gli devono incondizionata obbedienza, si definisce nelle sue caratteristiche sul finire del Medioevo, quando il crollo del sistema feudale e l’ascesa della borghesia creò le condizioni per avviare un accentramento del potere nelle mani del sovrano. Furono istituiti in tal modo un apparato burocratico attraverso il quale organizzare il prelievo fiscale, un esercito, una legislazione unica per la regolamentazione dei commerci. Vedi anche Monarchia.

Il processo di costruzione dello Stato raggiunse la fase culminante nell’età dell’assolutismo, ossia entro un sistema politico in cui il sovrano non era soggetto al controllo dei governati; a partire dal XVIII secolo, tuttavia, con la diffusione delle idee illuministe, la borghesia scatenò un’offensiva al fine di condizionare alla volontà dei cittadini l’autorità politica. Dopo la Gloriosa Rivoluzione inglese, la guerra d’indipendenza americana e la Rivoluzione francese, si affermò così il principio della sovranità popolare, in base al quale può governare soltanto chi abbia ricevuto il consenso dei governati, che esprimono la loro volontà attraverso il Parlamento.

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I fondamenti dello Stato democratico

Lo Stato democratico garantisce i diritti fondamentali dell’uomo, proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti umani, attraverso i meccanismi dello stato di diritto, in cui le stesse autorità politiche sono sottoposte al rispetto delle leggi.

Sul piano interno, il ruolo dello Stato è molteplice; esso deve fornire ai suoi cittadini il quadro giuridico che può loro consentire di vivere e di agire nell’ordine e nella sicurezza. Lo Stato crea il diritto attraverso i suoi organi costituzionali: il potere legislativo, che appartiene al Parlamento; il potere esecutivo, di competenza del governo; il potere giurisdizionale, di competenza della magistratura. Questi tre poteri sono distinti e autonomi in regime di democrazia, vale a dire che nessuno può interferire nelle attività dell’altro.

Lo Stato assolve a funzioni “sovrane”: assicurare la difesa mediante un esercito, l’ordine mediante la polizia, la giustizia mediante i tribunali. Lo Stato può battere moneta e può delegare alcune funzioni, come nel caso dell’Unione Europea, a istituzioni sovranazionali. Può anche estendere il suo intervento ad altri ambiti, ad esempio all’economia, attraverso la partecipazione a imprese oppure costituendo un sistema di previdenza sociale. Tutte le attività dello Stato sono finanziate con il prelievo fiscale.

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Lo Stato nel contesto internazionale

In teoria, l’esistenza di uno Stato a livello internazionale è provata dalle tre condizioni fondamentali, e cioè un territorio, una popolazione e un governo sovrano. In realtà, l’esistenza deve essere riconosciuta dagli altri Stati per diventare effettiva. Oggi questo riconoscimento è sancito soprattutto dall’ammissione all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Gli Stati sono sottoposti al rispetto del diritto internazionale e non possono interferire negli affari degli altri Stati, se non in situazioni eccezionali previste dallo stesso diritto internazionale.

Nel corso del XX secolo sono sorte molte istituzioni internazionali allo scopo di affrontare problemi comuni: lo sviluppo economico e sociale, le guerre, la minaccia nucleare, la questione ecologica ecc. Le Nazioni Unite sono solo una delle tante istituzioni nate dalla crescente collaborazione tra gli Stati.

Tuttavia, gli Stati si trovano oggi a fronteggiare una situazione che mette in discussione la loro stessa legittimità ed esistenza. La globalizzazione dell’economia, i flussi migratori, la diffusione dell’informazione concorrono a circoscrivere l’azione degli Stati. A questa evoluzione del panorama internazionale corrisponde la nascita di istituzioni che rilevano alcune funzioni proprie degli Stati, mentre in alcune aree si sviluppano progetti di integrazione, come nel caso dell’Unione Europea, vista da alcuni come alternativa allo Stato nazionale e da altri come evoluzione verso nuove e più grandi entità statali.

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