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Introduzione; Un genio dell'architettura barocca; L'apprendistato; San Carlo alle Quattro Fontane; I lavori degli ultimi anni
Borromini, Francesco Pseudonimo di Francesco Castelli (Bissone, Lugano 1599 - Roma 1667), uno dei più importanti e originali architetti italiani del XVII secolo. Gli edifici progettati da Borromini, insieme con le opere di altri grandi artisti contemporanei come Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona, trasformarono il volto della Roma postrinascimentale, conferendole la fisionomia di città barocca. Contrariamente all'amico e avversario Bernini, scultore oltreché architetto, Borromini, alla continua ricerca di insolite soluzioni volumetriche, si dedicò esclusivamente all'attività costruttiva. La combinazione di pieni e vuoti conferisce ai suoi edifici dinamismo e teatralità, qualità esemplari dello stile barocco.
Grazie all'alternanza di superfici concave e convesse e all'adozione di piante innovative e insolite, Borromini creò architetture che evocano forme fantastiche piuttosto che razionali. Ciò non significava tuttavia un netto rifiuto della tradizione classica: le sue innovazioni si possono in realtà leggere come un tentativo di portare all'estremo, di esasperare i canoni dell'architettura rinascimentale. Del resto, fu rilevante nella sua opera anche l'influsso di Michelangelo, come egli stesso ammise nel trattato Opus architectonicum, scritto nel 1648.
Figlio di uno scalpellino, dopo l'arrivo a Roma nel 1621 fu ingaggiato come intagliatore e disegnatore per la nuova basilica di San Pietro sotto la direzione di Carlo Maderno, suo lontano parente: quest'ultimo rimase talmente ammirato dell'abilità del giovane che decise di nominarlo supervisore dei lavori per la basilica e per Palazzo Barberini. L'aspra rivalità con Bernini iniziò nel 1627, quando Borromini ricevette l'incarico di decorare la parte superiore del baldacchino che sovrasta l'altare di San Pietro, disegnato da Bernini.
Nel 1634 gli fu assegnato il primo vero lavoro architettonico, il progetto della chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane (detta anche San Carlino, 1634-1641). La pianta a ellisse absidata, ottenuta dalla combinazione e trasformazione di due triangoli equilateri, e la cupola ovale decorata con lacunari a croce, esagono e ottagono, testimoniano l'interesse per le forme e le corrispondenze geometriche, che caratterizzò da allora tutti i lavori dell'architetto. La facciata (più alta dell'edificio, ultimata nel 1667), con la sua alternanza di spazi concavi e convessi, costituisce uno degli esempi più originali dell'arte barocca a Roma.
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