![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Pagina 3 di 3
Struttura articolo
La fabbrica di Saint-Cloud, specializzata nella produzione di porcellana a pasta tenera, continuò a mettere sul mercato pezzi di indiscutibile valore fino al 1766; a quella data la sua formula segreta era ormai nota ai concorrenti, tra cui il principe di Condé e il duca di Villeroy, proprietari rispettivamente delle manifatture di Chantilly (1726-1800) e Mennecy (1748-1806). Malgrado l'iniziale influenza dei modelli orientali e degli esemplari di Meissen, entrambi i centri elaborarono poi un proprio stile inconfondibile per i modelli e la decorazione floreale. Nel 1738 fu fondata a Vincennes una manifattura, che produceva sculture e vasellame in pasta tenera sotto il monopolio reale. Nel 1756 l'attività fu trasferita nello stabilimento di Sèvres, che ricevette considerevoli finanziamenti da parte del re Luigi XV e della famiglia reale. Grazie all'interessamento di Madame de Pompadour e Madame du Barry, giunsero a Sèvres celebri artisti quali l'orafo Claude Duplessis, gli scultori Claude-Michel Clodion e Jean-Antoine Houdon e i pittori Jean-Baptiste Oudry e François Boucher, le cui opere contribuirono a eclissare la fama della manifattura di Meissen, in Germania. Appartengono al repertorio di Sèvres sia porcellane invetriate sia pezzi in biscuit; motivi ornamentali inizialmente prediletti furono i fiori, colorati o monocromi, disposti in cestini, mazzetti e ghirlande; si imposero poi uccelli, paesaggi e infine soggetti classici. Il trasferimento a Sèvres coincise con l'introduzione di una nuova tavolozza di colori: il blu scuro detto gros bleu o bleu lapis, il turchese bleu celeste, il rosa Pompadour, una particolare tonalità di verde e il giallo giunchiglia, accompagnato da una combinazione di finiture brunite, opache o martellinate. Negli anni Settanta del XVIII secolo la leggerezza del rococò cedette il passo all'eleganza neoclassica, proposta ad esempio nelle applicazioni in porcellana per i mobili. Pur non abbandonando la produzione di porcellana a pasta tenera, nello stesso periodo la manifattura di Sèvres iniziò a confezionare anche pezzi in porcellana a pasta dura, grazie alla scoperta di alcuni giacimenti di caolino nella regione del Limousin. Dopo un periodo di crisi durante la Rivoluzione francese, lo stabilimento fu riportato all'antico splendore dall'abile gestione del nuovo direttore, Alexandre Brogniart. Divennero famosi i preziosi servizi decorati con paesaggi e scene patriottiche, prevalentemente su fondo scuro su cui si stagliano sfarzose dorature. La porcellana a pasta dura fu prodotta anche a Limoges a partire dal 1771, dove, soprattutto per merito del conte d'Artois, si impose uno stile di vasellame caratterizzato da bordi a smerli dorati e naturalistici motivi floreali. Nel 1784 la fabbrica di Limoges venne acquistata dal re e unita a quella di Sèvres; ma negli anni della Rivoluzione fu costretta a chiudere. A Limoges sorsero nel XIX secolo numerose nuove manifatture di porcellana, che tuttora fanno della città il centro francese più importante del settore.
La lavorazione della porcellana non prese piede in Gran Bretagna prima degli anni Quaranta del XVIII secolo. Fino alla fine del Settecento furono prodotti soltanto pezzi di diversi tipi di pasta tenera, decorati talvolta a decalcomania. La manifattura di Chelsea (1745-1784) fu una delle prime fabbriche britanniche a sviluppare uno stile molto interessante, che trasse ispirazione dal rococò e dall'arte orientale. La Bow (1744-1776), che proponeva manufatti di uso corrente per le classi medie, si concentrò soprattutto sulla fabbricazione di oggetti di stile orientaleggiante in bianco e blu. Da questa manifattura uscì anche un vasellame smaltato sul modello giapponese kakiemon, oltre a statuine raffiguranti personaggi famosi o protagonisti della Commedia dell'Arte. La Bow fu la prima struttura inglese a praticare la tecnica della decalcomania sulla porcellana. Pare che i primi tentativi di ottenere una pasta dura sfruttando la steatite della Cornovaglia siano stati fatti da Benjamin Lund nella sua fabbrica di Bristol (1748-1752). La manifattura venne poi rilevata dal dottor Wall di Worcester, che trasformò il laboratorio in una grande azienda, attiva ancora oggi. La Worcester si specializzò nella produzione di vasellame da tavola decorato dai consueti disegni orientali ed europei, e adottò la decalcomania su larga scala. L'unica fabbrica che produceva vera porcellana, a pasta dura, fu la New Hall (1768-1835), che si distinse per il vasellame da tavola ornato in un primo tempo da motivi orientali e in seguito da semplici disegni floreali, realizzati in una gamma cromatica che ricorda la cinese famille rose. Tra i pionieri del bone china va infine ricordata la ditta Spode di Stoke-on-Trent (1776, tuttora esistente), che all'inizio dell'Ottocento creò pezzi economici ma ben confezionati in stile Regency.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |