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Zoroastro

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Zoroastro o Zarathustra (Bactra, attuale Balkh, o Urmia VII-VI secolo a.C.), profeta persiano fondatore dello zoroastrismo. Noto nell'antica Persia col nome di Zarathustra, nacque da una famiglia di cavalieri, gli Spitama, probabilmente nel periodo anteriore a quello dei re achemenidi; ritiratosi nel deserto in meditazione, fu colto da visioni estatiche in cui gli apparve Ahura Mazda (avestico 'Signore della Saggezza'), il principio del bene, che gli ordinò di combattere il principio del male, Angra Mainyu. Le Gatha, una parte dell'Avesta, riportano le sue conversazioni con la divinità. Dopo anni di lotte con i sacerdoti del feroce culto di Mitra, Zoroastro trovò un sostenitore in Vishtaspa, re di Chorasmia (l'attuale Turkestan), che patrocinò la diffusione della sua religione. Pur mantenendo l'adorazione del fuoco, lo zoroastrismo proibiva i riti orgiastici connessi con i tradizionali sacrifici persiani agli dei.

La religione di Zoroastro, pur apparendo come uno strumento di unione dei persiani contro i predoni nomadi e contro le pratiche orgiastiche, era in realtà un sistema di pensiero raffinato e complesso; in seguito influenzò la filosofia occidentale: Platone, Aristotele e altri pensatori greci si mostrarono interessati alle sue dottrine. È molto probabile che queste abbiano condizionato l'evoluzione della demonologia e dell'escatologia ebraica e cristiana: il Manuale della disciplina, rinvenuto tra i manoscritti del Mar Morto, testimonia di tali influenze. Il principale contributo di Zoroastro fu lo sviluppo di un credo monoteistico e del dualismo etico dei principi del bene e del male, che venne estremizzato solo in seguito dai maestri zoroastriani (vedi Bene e male).

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