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Samarcanda

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Mausoleo di Tamerlano, SamarcandaMausoleo di Tamerlano, Samarcanda

Samarcanda (anche Samarqand; russo Samarkand), città dell'Uzbekistan centrorientale, capoluogo della provincia (oblast) omonima. Situata nella fertile valle del fiume Zeravšan, sulle strade che collegano la capitale Taškent all’Iran e all’Afghanistan, basa la sua economia sul commercio (cotone, seta, tabacco, pellicce) e sull’attività industriale (alimentare, tessili, fertilizzanti, meccanica).

Tra le più antiche città dell'Asia centrale, Samarcanda conserva edifici di grande interesse storico e artistico, tra cui diverse moschee e madrasa (scuole coraniche) dei secoli XIV e XV, e il celebre mausoleo del conquistatore mongolo Tamerlano. È sede di un'università e di vari musei.

I primi insediamenti nella regione risalgono al Paleolitico. Tra il VI e il IV secolo a.C. la città, chiamata Maracanda, fu la capitale della provincia persiana di Sogdiana. Nel 329 a.C. venne conquistata da Alessandro Magno e nei secoli a seguire acquistò sempre maggiore importanza come tappa e mercato lungo la Via della Seta. All'inizio dell'VIII secolo d.C. venne conquistata dagli arabi, che ne fecero un importante centro della cultura islamica.

Nel 1220 fu quasi interamente distrutta dal conquistatore mongolo Gengis Khan, ma rifiorì quando Tamerlano la elesse capitale del suo impero (1369). La grandezza del regno mongolo declinò tuttavia nel XV secolo e nel secolo successivo Samarcanda venne conquistata dagli uzbeki. Nel 1784 fu annessa all'emirato di Buhoro e nel 1868 venne inglobata nell’impero russo. Dal 1924 al 1930 fu la capitale della Repubblica socialista sovietica uzbeka (vedi URSS).

Abitanti: 361.100 (2000).

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