Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Censura

Risultati di Windows Live® Search

  • Misura la censura!

    cen|sù|ra, s.f.: controllo esercitato da un'autorità civile o religiosa su pubblicazioni, spettacoli, mezzi di informazione, per adeguarli ai principi della legge, di una ...

  • ZetaVu: censura

    di Vittorio Zambardino <BR> ... Ottimo lavoro di Anna Masera su La Stampa che propone il caso Ruta, il giornalista e blogger siciliano condannato per "stampa clandestina", e lo ...

  • Nuovi Mondi - Editoria e informazione indipendente

    CENSURA 2008 Peter Phillips, Project Censored. Generalmente si studiano le invenzioni e gli esperimenti più rilevanti, quelli che hanno ...

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 2 di 2

Censura

Articolo
Multimedia
Lisippo: Busto di SocrateLisippo: Busto di Socrate
Struttura articolo
4

La censura nell’età moderna

L’inizio dell’età moderna fu contraddistinto da tre eventi: l’Illuminismo, la guerra d'indipendenza americana e la Rivoluzione francese. Sebbene il nuovo spirito di libertà fosse avvertito principalmente in ambito religioso, esso coinvolse presto anche la vita politica, la scienza e la letteratura. Inghilterra, Francia e Stati Uniti furono di esempio. La Dichiarazione d'indipendenza americana (1776), la Costituzione degli Stati Uniti (1787) e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (1789) posero le basi per la libera circolazione delle idee.

5

Tolleranza religiosa

Nelle moderne democrazie sono generalmente accettati alcuni principi costituzionali fondamentali: la fede religiosa è considerata una scelta che riguarda la coscienza individuale e ogni interferenza dello stato è ritenuta illegittima; stato e religione sono l’uno indipendente dall'altra. Sebbene questi principi non risolvano tutti i problemi e sorgano spesso delicate questioni, in generale furono stabilite relazioni pacifiche tra stato e religione nelle società democratiche. La situazione era abbastanza diversa nei paesi comunisti come l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS), dove la religione non era riconosciuta e l’ateismo era ideologia di stato. All’opposto, dopo la rivoluzione del 1979, nella Repubblica islamica dell’Iran venne costituita una forma di teocrazia.

6

Censura politica

La censura politica ebbe diffusione nell’Europa continentale fino alla formazione degli stati repubblicani alla metà del XIX secolo. Negli anni Trenta del XX secolo una nuova ondata di censura politica investì l’Europa, specialmente a opera dei regimi totalitari in Germania, Italia e Spagna. Dalla fine della seconda guerra mondiale, comunque, la censura è sensibilmente diminuita negli stati occidentali.

La censura politica fu invece particolarmente attiva in Unione Sovietica e nei regimi in cui l’opposizione politica veniva eliminata con l’istituzione di un partito unico, che condizionava in maniera diretta l’opinione pubblica. In quei paesi, se gli editori, gli autori o i mezzi di comunicazione superavano i limiti definiti dalla legge, potevano essere puniti con una multa, la reclusione, la confisca delle pubblicazioni, il divieto di future pubblicazioni e l'interruzione delle trasmissioni. Gli esuli dell’Unione Sovietica testimoniavano le gravi persecuzioni di cui erano vittime. Tra questi, vi furono personalità della letteratura e della scienza, come Aleksandr Solženicyn, che fu insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1970, e Andrej Sacharov, che vinse il premio Nobel per la pace nel 1975. I riconoscimenti e la fama mondiale non hanno impedito che il governo sovietico cercasse comunque di occultare le loro opere.

Dalla metà degli anni Ottanta, l’Unione Sovietica, con il presidente Michail Gorbaciov, ridusse la censura di stato sui mezzi di comunicazione di massa nell’ambito di un movimento generale di riforma, e così fecero anche altri paesi satelliti, fino alla caduta del muro di Berlino, che segnò la fine del Blocco orientale.

I paesi comunisti non furono, comunque, i soli a imporre la censura sull’espressione del pensiero. In Italia la censura colpì nel 1963 il film La ricotta, di Pier Paolo Pasolini, giudicato colpevole di 'vilipendio alla religione di stato'; nove anni dopo, Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci fu addirittura condannato al rogo. L’ultimo caso di censura cinematografica fu il divieto che nel 1998 bloccò l’uscita del film dei registi Ciprì e Maresco Totò che visse due volte, definito opera “blasfema e sacrilega”. A seguito delle polemiche suscitate da questo provvedimento, il governo approvò un disegno di legge che nega alla commissione per la censura cinematografica il potere di vietare la proiezione in pubblico di un film, abolendo così di fatto la censura preventiva su un’opera cinematografica e affidando la tutela del buon costume, prevista dall’art. 21 della Costituzione, esclusivamente agli articoli 528 e 668 del codice penale.

Precedente
|
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft