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Risultati di Windows Live® Search Mossadeq, Muhammad (Teheran 1880-1967), uomo politico iraniano, primo ministro dell’Iran (1951-1953). Membro di una facoltosa famiglia, compì studi di scienze politiche e diritto in Francia e in Svizzera. Rientrato in Iran nel 1914, assunse incarichi governativi e nel 1923 fu eletto nel Majlis, il Parlamento iraniano. Allontanatosi dalla vita politica nel 1927, in quanto contrario al regime autoritario dello scià Reza Khan Pahlavi, nel 1943 fu nuovamente eletto deputato ed emerse quale capo della coalizione nazionalista che si oppose, con successo, alle concessioni petrolifere rilasciate all’Unione Sovietica nell’Iran settentrionale. Nominato primo ministro nell’aprile del 1951, promosse la nazionalizzazione del petrolio, sottraendo lo sfruttamento dei giacimenti all’Anglo-Iranian Oil Company (AIOC). Il provvedimento gli procurò un duro attacco da parte della Gran Bretagna e il boicottaggio delle compagnie petrolifere britanniche e statunitensi, che indebolirono il suo governo ma accrebbero la sua popolarità. Nel 1953, dopo il fallimento dei tentativi di mediazione con le potenze occidentali, Mossadeq divenne l’obiettivo di un’offensiva dell’oligarchia e del clero, che scatenarono violente manifestazioni di piazza, e dello scià Muhammad Reza Pahlavi, che tentò di revocargli l’incarico. In un clima di forte tensione, il 19 agosto dello stesso anno fu rovesciato da un colpo di stato orditogli contro dallo scià e dagli Stati Uniti; condannato per alto tradimento, trascorse tre anni in carcere e fu poi costretto agli arresti domiciliari fino alla morte.
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