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Calderón de la Barca y Henao, Pedro (Madrid 1600-1681), drammaturgo e poeta spagnolo, l'ultima grande figura del cosiddetto Siglo de oro (il 'secolo d’oro') della letteratura spagnola. Frequentò il Collegio Imperiale della Compagnia di Gesù a Madrid e l‘università di Salamanca. Iniziò a scrivere a ventitré anni e il suo talento gli venne immediatamente riconosciuto, al punto che, dopo la morte dello scrittore teatrale Lope de Vega nel 1635, il giovane Calderón venne riconosciuto come il massimo autore drammatico dell'epoca.
Nel 1636 suo fratello José curò il primo dei suoi nove volumi (Partes) di drammi contenente il suo capolavoro: La vita è sogno (1635). Il dramma narra le vicende di Basilio, re di Polonia e appassionato di astrologia, a cui gli astri hanno predetto la nascita di un figlio (Sigismondo) perfido e assetato di potere. Il bambino nasce dopo un travagliato parto che porta la madre alla morte: Basilio trova conferma della divinazione e si convince a far segregare Sigismondo tra le gole dei monti. Dopo varie peripezie, il principe riesce a conquistare la libertà; trovatosi a confronto con il padre, lo batte in un duello al termine del quale, tuttavia, smentendo le previsioni degli oroscopi, si getta ai piedi del genitore. Basilio riconosce allora la follia degli astri e lo proclama principe. Da allora, Sigismondo regnerà con equità ristabilendo la giustizia. Il tema, dietro al conflittuale legame tra il padre re e il figlio principe, è inscritto nel contesto della vittoria del libero arbitrio sulla predestinazione imposta da forze estranee alla tradizione cattolica. L'analisi della forza interiore dell'individuo, che si esprime nel prevalere del libero agire della volontà, deriva a Calderón dagli studi tomisti e agostiniani filtrati dall'interpretazione dei gesuiti spagnoli Luis de Molina e Francisco Suárez. Nel 1636 il re Filippo IV, che aveva commissionato a Calderón la stesura di una serie di drammi per il teatro reale, lo nominò Cavaliere dell'Ordine di Santiago.
Calderón prese residenza come prebendario nella Cattedrale di Toledo nel 1653, e fu ordinato cappellano onorario del re nel 1666. Da allora, il drammaturgo si dedicò principalmente a scrivere autos sacramentales, atti unici che sottolineavano gli aspetti morali della vita e drammatizzavano in modo originale i misteri dell'Eucaristia. Due dei suoi autos, Il grande teatro del mondo (1649) e Il convito del re Baldassarre (1634 ca.), vengono ancora allestiti in Spagna. Calderón scrisse circa 120 opere d'argomento sacro o profano: alcune rielaborano materiale storico o leggendario, quali L'Alcalde di Zalamea (1642) e La figlia dell'aria (1653); altri sono drammi di intrighi come La dama fantasma (1629) e Una casa con due porte è difficile da custodire (1629 ca.); drammi a sfondo coniugale come Il medico del proprio onore (1629 ca.); infine drammi filosofici quali Il mago dei prodigi (1637), ispirato alla vita di san Cipriano.
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